8 marzo
06 Marzo 2026La Commissione europea presenta la Strategia Ue per l'Uguaglianza di genere 2026-2030, incentrata su cyberviolenza online, accesso femminile a materie Stem e coinvolgimento di ragazzi per la parità di genere

La violenza contro le donne, soprattutto nella sua dimensione digitale, è tra le priorità della nuova Strategia europea per l’uguaglianza di genere 2026-2030 presentata dalla Commissione europea in vista della Giornata internazionale della donna. Il piano punta a integrare la parità di genere in ogni ambito della vita, online e offline, trasformando in azioni concrete gli obiettivi della roadmap europea sui diritti delle donne approvata nel 2025. Tra i punti centrali del documento c’è il rafforzamento delle misure contro la violenza di genere, con particolare attenzione alla cyberviolenza, che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze. La strategia prevede interventi specifici per contrastare fenomeni emergenti come i deepfake e i deepnude sessualmente espliciti e per migliorare la protezione delle donne negli spazi digitali, anche attraverso il dialogo regolatorio con le grandi piattaforme online e gli strumenti previsti dal Digital Services Act.
“La strategia vuole integrare la parità di genere in ogni aspetto della vita, digitale e non. Ci sarà una particolare attenzione alla violenza online, che colpisce in modo sproporzionato le donne”, hanno spiegato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu e la commissaria europea alla Preparazione, gestione delle crisi e uguaglianza Hadja Lahbib. Secondo Lahbib, i dati confermano la dimensione del fenomeno: una donna europea su tre è stata vittima di qualche forma di violenza di genere e nei Paesi dell’Unione si registrano in media 18 femminicidi a settimana. Anche sul fronte digitale la situazione è preoccupante: “Il 99% delle immagini pornografiche modificate tramite intelligenza artificiale ritrae donne”, ha sottolineato la commissaria, evidenziando la necessità di misure urgenti per proteggere le vittime. La nuova strategia introduce anche, per la prima volta, un capitolo specifico dedicato alla salute femminile come area di politica pubblica. Tra le iniziative previste figura un progetto con l’Organizzazione mondiale della sanità per migliorare qualità e accessibilità delle cure per le donne, oltre a misure per rafforzare la ricerca medica sensibile al genere e rendere i trial clinici più rappresentativi della popolazione.
Sul piano economico, Bruxelles punta a ridurre il divario salariale e pensionistico tra uomini e donne e a rafforzare la presenza femminile nei settori della ricerca, dell’innovazione e delle discipline scientifiche. Secondo Mînzatu, il gender gap ha un costo economico rilevante per l’Europa: “Le disuguaglianze tra uomini e donne costano circa 390 miliardi di euro l’anno. Raggiungere la piena uguaglianza potrebbe far crescere il Pil pro capite europeo del 9,6% e creare fino a 10 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2050”. La strategia prevede inoltre iniziative per coinvolgere maggiormente uomini e ragazzi nella promozione della parità di genere e misure per garantire una partecipazione più sicura ed equa delle donne alla vita politica, contrastando le campagne di odio e disinformazione che spesso colpiscono le candidate e le rappresentanti istituzionali.
Tra le nuove iniziative annunciate figura anche il progetto europeo “Shield”, che punta a migliorare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e a rafforzare il sostegno alle sopravvissute alla violenza di genere. L’obiettivo, ha concluso Lahbib, è continuare ad avanzare sul terreno dei diritti: “Mentre in altre parti del mondo si registrano passi indietro, l’Unione europea deve continuare a proteggere i diritti acquisiti e accelerare i progressi verso una reale uguaglianza”.
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