Laboratori
17 Dicembre 2025Uno studio rilancia il ruolo dei laboratori di sanità pubblica europei nella preparedness post-Covid

I laboratori di sanità pubblica (PHL) europei devono rafforzare la propria resilienza per affrontare future epidemie respiratorie, superando una gestione esclusivamente emergenziale e puntando su capacità strutturali stabili, coordinamento e supporto a livello dell’Unione europea. È quanto emerge da uno studio diffuso il 17 dicembre dall’OMS Europa, che analizza le lezioni apprese durante la pandemia di Covid-19.
Nel corso dell’emergenza, i PHL hanno operato in condizioni di forte pressione, dovute all’elevata domanda di test diagnostici, alla carenza di personale qualificato e a risorse limitate. A queste criticità si sono aggiunte le interruzioni delle catene di approvvigionamento, con difficoltà nell’accesso a reagenti e apparecchiature, e la necessità di sviluppare rapidamente nuove infrastrutture per la sorveglianza genomica e digitale.
La pandemia ha però anche accelerato l’innovazione. In particolare, il sequenziamento genomico e la sorveglianza delle acque reflue hanno consentito un’identificazione più rapida delle varianti emergenti. Secondo lo studio, restano tuttavia difficoltà rilevanti nella condivisione dei dati e nel coordinamento tra Paesi, aspetti che rendono centrali reti di collaborazione solide e strutturate. Le collaborazioni regionali ed europee, incluse quelle facilitate dall’OMS, hanno contribuito a migliorare comunicazione e capacità operative durante la crisi.
Alla luce di queste esperienze, gli esperti sottolineano la necessità di integrare le lezioni apprese nella pianificazione futura. I Paesi sono chiamati a mantenere capacità adeguate dei laboratori di sanità pubblica anche in “tempo di pace”, affiancate da piani chiari per un rapido potenziamento in caso di emergenza. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento delle infrastrutture digitali, il consolidamento delle competenze nel sequenziamento e la rapidità nella condivisione delle informazioni.
Lo studio individua anche un ruolo chiave dell’Unione europea nel rafforzamento della preparedness. Tra le azioni suggerite figurano acquisti congiunti per prevenire carenze di materiali, il finanziamento di ricerche sulle strategie di sorveglianza più efficaci e l’organizzazione di esercitazioni di preparazione per migliorare il coordinamento tra Stati membri. Investimenti continuativi in risorse, formazione e collaborazione sono indicati come elementi essenziali per garantire la prontezza dei laboratori di fronte a nuove minacce sanitarie.
Un passo rilevante in questa direzione, evidenzia l’OMS Europa, è rappresentato dall’istituzione dei laboratori di riferimento dell’Ue per la sanità pubblica, progettati per rafforzare la resilienza europea e sostenere una risposta più coordinata alle future emergenze.
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