Farmaceutica
12 Dicembre 2025Farmindustria critica l’accordo sulla riforma della legislazione farmaceutica europea raggiunto in trilogo europeo

La riforma della legislazione farmaceutica europea rappresenta «un autogol» per l’Unione europea, con effetti negativi sia per l’industria sia per i pazienti. È la posizione espressa in una nota da Farmindustria dopo l’accordo raggiunto nella notte nel trilogo tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione UE sulla revisione del quadro normativo del farmaco.
Secondo il presidente Marcello Cattani, la nuova impostazione riduce gli standard di protezione della proprietà intellettuale rispetto all’attuale assetto. Il limite massimo fissato per data protection e market protection prevede una base di nove anni, estendibile fino a undici solo al verificarsi di specifiche condizionalità, definite come fattori di incertezza. Un livello che, sottolinea Farmindustria, risulta inferiore rispetto agli Stati Uniti, dove la protezione arriva a dodici anni e mezzo, mentre la Cina punta a raggiungere standard analoghi.
Per l’associazione, questa scelta rischia di tradursi in una perdita di attrattività dell’Europa per gli investimenti in ricerca e sviluppo e in una crescente dipendenza da Stati Uniti e Cina. «Un contesto non attrattivo per l’innovazione non lo è nemmeno per la qualità delle cure», afferma Cattani, collegando competitività industriale e accesso dei pazienti alle terapie.
Nel comunicato viene richiamato il peso economico del settore farmaceutico, indicato come comparto con una produttività tripla rispetto alla media dell’industria europea e primo settore high tech per saldo commerciale estero. Alla luce di questi dati, Farmindustria ritiene che il settore meriti politiche di sostegno alla competitività, soprattutto in una fase di forte concorrenza globale.
L’associazione esprime inoltre un ringraziamento al Governo italiano, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al vicepresidente della Commissione UE Raffaele Fitto, al Parlamento italiano e agli europarlamentari italiani per l’impegno nel modificare il testo rispetto alla versione iniziale, giudicata più penalizzante. Secondo Farmindustria, il contributo italiano avrebbe reso il risultato finale più equilibrato, pur restando critico nel suo impianto complessivo.
Nel finale del comunicato, Farmindustria segnala anche la mancata introduzione di correttivi sulla Direttiva Acque Reflue, definita un’ulteriore scelta negativa per il settore. In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica e crisi permanenti, l’associazione sollecita l’Europa ad adottare una nuova visione orientata a sicurezza, autonomia strategica e tutela dei cittadini.
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