Dazi
05 Agosto 2025L’Unione Europea ha deciso di sospendere ufficialmente le contromisure commerciali che sarebbero dovute scattare il 7 agosto. Ma la tregua potrebbe avere vita breve
L’Unione Europea ha deciso di sospendere ufficialmente le contromisure commerciali che sarebbero dovute scattare il 7 agosto in risposta ai dazi statunitensi su alcune importazioni europee. La decisione, annunciata dalla Commissione europea durante il comitato Barriere commerciali, arriva all’indomani del vertice di Turnberry in Scozia, dove Bruxelles e Washington hanno raggiunto un’intesa politica provvisoria.
«La Commissione ha adottato oggi le procedure legali necessarie a sospendere l’attuazione delle nostre contromisure UE», ha dichiarato Olof Gill, portavoce europeo per il Commercio, nel corso di un briefing con la stampa. Il provvedimento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e dovrà ottenere il via libera formale degli Stati membri entro due settimane, tramite voto a maggioranza semplice.
Ma la tregua potrebbe avere vita breve. Fonti comunitarie hanno confermato che gli Stati Uniti sarebbero vicini alla conclusione dell’indagine ex articolo 232 del Trade Expansion Act, che riguarda l’importazione di prodotti farmaceutici dall’UE. Secondo indiscrezioni raccolte a Bruxelles, l’amministrazione americana starebbe valutando un incremento dei dazi fino al 15% su un comparto particolarmente sensibile per le due economie.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono arrivate le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che in un’intervista alla CNBC ha annunciato l’intenzione di applicare dazi ben più pesanti. «Applicheremo inizialmente una tariffa modesta sui prodotti farmaceutici – ha detto – ma entro un anno, un anno e mezzo al massimo, salirà al 150% e poi al 250%, perché vogliamo che i farmaci siano fabbricati negli Stati Uniti». Una posizione che rompe con la prudenza emersa nelle scorse settimane e che rischia di trasformare la farmaceutica in un nuovo fronte di scontro commerciale.
La prospettiva allarma anche il comparto industriale europeo, già alle prese con pressioni sui prezzi, tensioni sui brevetti e nuove regole in arrivo con la revisione della legislazione farmaceutica UE. Se la minaccia di Trump dovesse concretizzarsi, l’impatto per l’industria europea – leader globale nell’export farmaceutico – potrebbe essere significativo, sia in termini di volumi che di competitività internazionale.
Nel frattempo, la Commissione europea si dice pronta a reagire. «Non possiamo commentare piani futuri degli Stati Uniti, ma continueremo a monitorare la situazione e a difendere gli interessi strategici dell’Unione», ha dichiarato un funzionario europeo.
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