sanità
30 Marzo 2023 L’industria dei device medici si candida a portare avanti un’innovazione tecnologica per offrire trattamenti di precisione, per curare solo dove c’è bisogno e contribuire, così, a rendere la sanità più sostenibile. Dalla maggioranza al governo arriva l’impegno a reperire nuove risorse. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Innovazione: una nuova visione tra sostenibilità ed efficienza”
L’industria dei device medici si candida a portare avanti un’innovazione tecnologica per offrire trattamenti di precisione, per curare solo dove c’è bisogno e contribuire, così, a rendere la sanità più sostenibile. Dalla maggioranza al governo arriva, ancora una volta, l’impegno a reperire entro l’estate nuove risorse da destinare alla Sanità, dopo il neodecreto Schillaci che prevede incentivi per gli operatori sanitari che lavorano nei reparti di emergenza.
Sono stati questi i temi al centro del convegno “Innovazione: una nuova visione tra sostenibilità ed efficienza”, organizzato ieri a Roma da GE HealthCare.
“L’innovazione tecnologica è fondamentale per la sanità in un’ottica di sostenibilità. La diagnostica di precisione, il trattamento di precisione e infine il monitoraggio di precisione sono le risposte per una sanità sostenibile, in cui tutti, però, sono chiamati a fare la propria parte, dal mondo dell’industria, a quello della sanità, alle istituzioni”. Ha detto Antonio Spera, presidente di GE Healthcare, che ha presentato ufficialmente agli stakeholder del settore la nuova società, nata nel gennaio scorso dallo spin off della General Electric, e quotata al Nasdaq di New York.
“La pandemia ha accelerato fenomeni già in essere – ha sottolineato il presidente di GE Healthcare - come la telemedicina (che è cresciuta di 11 volte rispetto al periodo pre-pandemico) ma c’è ancora un tema fondamentale legato all’uso dei dati: oggi dei 50 petabytes di dati generati dagli ospedali in media all’anno a livello globale, solo il 3% viene utilizzato. C’è quindi un grande potenziale che viene dall’utilizzo dei dati e l’unica soluzione è andare verso la medicina di precisione per curare solo chi ha bisogno nel miglior modo possibile. Per andare verso la medicina di precisione ci sono varie complessità, dalla privacy alla cybersicurezza, da temi regolatori all’integrazione dei dati: ma è l’unica strada percorribile – ha concluso Spera - l’industria da sola, tuttavia, non può farcela, è necessario agire all’interno di un ecosistema collaborativo con il mondo della ricerca, delle istituzioni e con tutti gli stakeholder coinvolti”.
Luciano Ciocchetti, vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali, intervenendo al dibattito, ha sottolineato come l’innovazione tecnologica sia diventata assolutamente necessaria. “Dobbiamo trovare le risorse per sostenere l’evoluzione tecnologica perché ormai questo è l’obiettivo verso il quale si stanno muovendo sanità e medicina – ha detto Ciocchetti - Utilizzando bene le risorse del Pnrr, e aumentando gli stanziamenti del fondo sanitario nazionale, possiamo accompagnare l’evoluzione tecnologica delle nostre aziende ospedaliere e ospedali”. Il vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali ha poi annunciato: “Dopo il decreto appena varato dal Governo, che affronta il tema dell’emergenza dei pronti soccorso, e l’intervento sul tema del payback dei dispositivi medici, a giugno, subito dopo il DEF, sapendo quante risorse ci saranno a disposizione, il ministero della Salute insieme con il Mef predisporrà un ulteriore intervento per sostenere e ampliare le risorse per il potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale”.
Infine, Achille Iachino, Direttore Generale dei Dispositivi medici e Servizio farmaceutico, del Ministero della Salute, nel suo intervento ha sottolineato come: “Il prodotto in sanità non può essere misurato in termini oggettivi. La governance dei dispositivi medici non può essere ridotta a tetti di spesa. È importante tenere conto anche dell’innovazione tecnologica – ha detto – e della sua appropriatezza. Il meccanismo dei tetti ha avuto un senso per intervenire in un momento di urgenza. Ora va guardato ad un modello nuovo”.
Francesca Malandrucco
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