liste attesa
29 Maggio 2026Migliora il trend in 16 Regioni su 21 per le prime visite e in 15 per gli esami diagnostici, ma restano criticità su appropriatezza prescrittiva, gestione delle agende e accesso al Cup
Sessantacinque milioni di prenotazioni raccolte tra gennaio 2025 e aprile 2026 nella nuova piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa sviluppata da Agenas. Un patrimonio di dati che, per la prima volta, consente una misurazione omogenea su scala nazionale dei tempi di attesa delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, coinvolgendo tutte le strutture pubbliche e private accreditate. I primi dati del cosiddetto "Cruscotto 2.0", presentati oggi a Roma dal direttore generale di Agenas Angelo Tanese alla presenza, in videocollegamento, del ministro della Salute Orazio Schillaci, mostrano "una diffusa tendenza al miglioramento" nel primo quadrimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Per le prime visite la percentuale di rispetto dei tempi di attesa passa dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici dall’83% all’84,7%. Il miglioramento interessa 16 Regioni su 21 per le visite specialistiche e 15 su 21 per gli esami diagnostici, con progressi particolarmente evidenti nelle prestazioni urgenti da erogare entro 3 giorni e in quelle di classe B entro 10 giorni.
Secondo i dati elaborati da Agenas, le prestazioni non erogate nei tempi previsti nel primo quadrimestre del 2026 sono state comunque quasi 2 milioni: 1.225.915 visite specialistiche e 688.543 esami diagnostici effettuati oltre i tempi massimi di garanzia. Tra le Regioni con risultati considerati positivi figurano Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto per quanto riguarda le prime visite. Per gli esami diagnostici si aggiungono anche risultati positivi in Sardegna. Segni negativi, invece, per Abruzzo, Provincia autonoma di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta. "Tra gli esempi più significativi emerge la Liguria, che evidenzia un miglioramento rispetto ai periodi precedenti, confermando un andamento positivo nella gestione delle prenotazioni e nell’erogazione delle prestazioni", ha spiegato Tanese. Alcune Regioni, come la Puglia, mostrano invece segnali di crescita ma mantengono percentuali di rispetto dei tempi inferiori alla media nazionale.
Il report individua anche quattro principali aree critiche. La prima riguarda l’appropriatezza nell’attribuzione delle classi di priorità. In alcune Regioni la quota di prescrizioni classificate come "programmabili" supera l’80%, un dato che Agenas considera non sempre coerente con prestazioni di prima visita o primo esame diagnostico. La variabilità è marcata: si passa dall’85,5% della Basilicata e dall’80,1% della Campania al 7,8% della Toscana e all’8,2% del Piemonte. La seconda criticità riguarda la distanza tra l’appuntamento proposto e quello effettivamente accettato dal paziente: nel 20% dei casi l’appuntamento accettato supera i tempi massimi di garanzia. Per Agenas questo potrebbe indicare problemi nella gestione delle agende. Terzo nodo è il tempo che intercorre tra la prescrizione e il contatto del paziente con il Cup. In alcune Regioni, per le prestazioni in classe B, quasi il 20% degli assistiti contatta il Cup oltre il termine previsto di 10 giorni. Infine, il rapporto tra prescrizioni e prenotazioni effettive: solo il 50,3% delle prime visite e il 54,4% degli esami diagnostici prescritti si traduce in una prenotazione Cup. Le differenze territoriali sono ampie: si passa dal 67,7% della Provincia autonoma di Bolzano al 33,7% dell’Abruzzo per le prime visite, mentre per gli esami diagnostici si va dal 73,4% di Bolzano al 37,3% del Lazio.
"La vera sfida è far sì che le persone non debbano necessariamente inseguire le prestazioni, soprattutto coloro che conosciamo e abbiamo preso in carico", ha dichiarato Tanese. "Dobbiamo lavorare migliorando la gestione delle agende, rendendole più efficienti e ampliando l’offerta, ma anche sull’appropriatezza prescrittiva della domanda". Secondo il dg di Agenas, la piattaforma rappresenta "uno strumento di responsabilizzazione: accende una luce, tutto quello che si fa si vede". Per Schillaci la nuova piattaforma segna invece un cambio di passo storico. "Dopo più di 47 anni dalla sua fondazione, l’Italia oggi ha una piattaforma nazionale dedicata al monitoraggio delle liste d’attesa. C’erano dati, esperienze e sistemi regionali diversi tra loro, ma mancava una visione nazionale, una capacità di lettura integrata, omogenea e tempestiva. Un vuoto che è durato quasi mezzo secolo e che oggi viene colmato", ha affermato il ministro. Schillaci ha quindi rivendicato gli effetti del decreto legge sulle liste d’attesa: "Le liste d’attesa sono tornate al centro delle politiche sanitarie delle Regioni e il trend sta finalmente invertendo la rotta". La piattaforma, ha precisato, "non nasce per fare classifiche o cercare colpevoli, ma per aiutare a governare meglio il sistema, individuare le criticità e intervenire dove necessario".
Anna Capasso
TAG: AGENAS, ANGELO TANESE, LISTE ATTESA, ORAZIO SCHILLACISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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