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07 Aprile 2025Le interviste ai protagonisti dell’evento di presentazione dell’opera "Digitale in Salute - Le nuove frontiere per i pazienti e il sistema", promossa da Fondazione Roche, con la partnership di Edra Spa svoltosi al Centro Studi Americani
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“Il digitale rappresenta un'opportunità strategica fondamentale per garantire la sostenibilità del nostro sistema sanitario,” ha affermato Giulio Siccardi, Direttore generale f.f. di AGENAS, ai microfoni di Sanità33, a margine dell'evento “Digitale in Salute - Le nuove frontiere per i pazienti e il sistema”, promosso dalla Fondazione Roche in collaborazione con Edra S.p.A., che si è svolto il 1° aprile presso il Centro Studi Americani di Roma. Una dichiarazione che mette in evidenza come l’adozione delle tecnologie digitali non riguardi solo il miglioramento della cura, ma anche una dimensione più ampia che tocca la governance sanitaria e lo sviluppo di nuovi trattamenti. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi protagonisti del mondo della sanità, tra cui rappresentanti istituzionali, esperti di digitalizzazione e membri delle associazioni dei pazienti, tutti concordi nell'affermare che il digitale è ormai una leva imprescindibile per garantire l'efficienza, l'accessibilità e la sostenibilità del sistema sanitario. Tra i principali temi affrontati, quelli che riguardano i cittadini, la ricerca e il sistema salute nel suo complesso hanno visto un ampio dibattito che ha messo in luce le potenzialità e le sfide legate alla trasformazione digitale in sanità.
Cittadini e pazienti: il digitale come servizio alla persona
La tavola rotonda dedicata a “Cittadini e pazienti: il digitale come servizio alla persona” ha aperto la riflessione sul ruolo centrale che il digitale deve avere nella relazione tra paziente e sistema sanitario. Laura Patrucco, Presidente dell'Associazione Scientifica per la Sanità Digitale e Paziente Esperto EUPATI, ha sottolineato come la digitalizzazione debba essere pensata innanzitutto come un servizio pensato per le persone, e non come un mero strumento tecnologico. "La vicinanza del paziente è fondamentale affinché un servizio tecnologico possa essere fruibile", ha dichiarato Patrucco. “Quando parliamo di tecnologia, spesso ci dimentichiamo che al centro ci sono le persone: pazienti, caregiver, ma anche i medici che devono essere adeguatamente formati. Il digitale deve essere inclusivo, altrimenti rischia di diventare un disservizio”.
Concetto ribadito anche da Paolo Petralia, Vicepresidente Vicario della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), che ha parlato della digitalizzazione come di una “leva di sviluppo” per la sanità. Secondo Petralia, la digitalizzazione consente di costruire percorsi di salute più vicini ai cittadini, rendendo la cura più accessibile e tempestiva, ma richiede anche un impegno in termini di formazione e consapevolezza, sia da parte degli operatori sanitari che dei pazienti. “L’introduzione di strumenti digitali deve essere accompagnata da un processo di alfabetizzazione digitale che coinvolga tutti gli attori: dai pazienti ai caregiver, passando per i professionisti sanitari”, ha affermato Petralia.
Sistema salute: il digitale come leva per lo sviluppo e la sostenibilità
La tavola rotonda dedicata al “Sistema salute: il digitale come leva per lo sviluppo e la sostenibilità” ha visto l’intervento di Cinzia Teodori, Funzionario giuridico del Ministero della Salute, che ha illustrato come la digitalizzazione possa rappresentare un motore fondamentale per l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Teodori ha messo in evidenza l'importanza dell’ecosistema dei dati sanitari, che sta prendendo forma grazie all’introduzione di strumenti come il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e la telemedicina. "Questi strumenti non solo rendono la medicina più accessibile, ma creano un modello di sanità che si avvicina ai cittadini e alle loro necessità quotidiane,” ha dichiarato Teodori.
A rafforzare il concetto, Roberto Triola di Farmindustria ha parlato dell'importanza di utilizzare le tecnologie digitali per segmentare la popolazione e intervenire tempestivamente sulle patologie, in particolare su quelle croniche. Triola ha sottolineato come l’intelligenza artificiale (AI) possa essere un’alleata preziosa nel migliorare la gestione delle malattie croniche, che costituiscono una parte crescente del carico sanitario, in un contesto demografico in cui la popolazione anziana è destinata a crescere rapidamente.
Ricerca: come cambiano gli scenari con l’evoluzione degli strumenti digitali
La tavola su "Ricerca: come cambiano gli scenari con l’evoluzione degli strumenti digitali" ha trattato la trasformazione che la digitalizzazione sta portando anche nel mondo della ricerca clinica. Sara Testoni, Vicepresidente del Gruppo Italiano Data Manager e Coordinatori di Ricerca Clinica (GIDMCRC), ha evidenziato come il digitale stia cambiando radicalmente la modalità di gestione dei dati nella ricerca. “Oggi viviamo in un mondo in cui i dati sono la chiave della ricerca. Dobbiamo saperli gestire in modo rapido ed efficiente, e questo richiede competenze specifiche,” ha sottolineato Testoni.
David Korn, responsabile dei progetti di Digital Health per la Salute della Donna e del Bambino presso l’Ospedale Universitario "A. Gemelli" di Roma, ha aggiunto che l’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce sta diventando sempre più rilevante. Korn ha parlato dell'uso dell’AI nelle emergenze pediatriche, dove la tecnologia consente di analizzare rapidamente le immagini diagnostiche, come le TAC, e di migliorare l’accuratezza dei trattamenti. “L’intelligenza artificiale è un valido aiuto per il medico, ma non lo sostituisce,” ha chiarito Korn, sottolineando il valore della sinergia tra medico e tecnologia.
Il digitale come chiave di volta per il futuro della sanità italiana
L’evento ha messo in luce il ruolo cruciale del digitale nel miglioramento dell’efficienza e della sostenibilità del sistema sanitario italiano. Ma, come emerso in più occasioni durante le discussioni, la digitalizzazione non può essere vista come una mera questione tecnologica: è prima di tutto una questione culturale e di formazione. Come ha ricordato Silvia Stefanelli, avvocato ed esperta di sanità digitale, la consapevolezza e l'alfabetizzazione digitale sono fondamentali per il successo della trasformazione sanitaria. “La classe medica deve essere adeguatamente formata e consapevole delle potenzialità e dei rischi delle tecnologie digitali. È un’opportunità, ma solo se la comprendiamo e la sappiamo usare nel modo giusto,” ha dichiarato Stefanelli.
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