Oncologia
23 Ottobre 2026L'Italia rende disponibile l'89% dei farmaci anticancro approvati dall'Ema, ma i tempi salgono a 470 giorni. AIOM chiede di eliminare i ritardi regionali e locali

In Italia servono in media 470 giorni, circa 15 mesi, per rendere disponibili i nuovi farmaci oncologici dopo l'approvazione europea, contro i 441 giorni registrati nel 2024. Il dato è stato presentato dall'Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), durante la conferenza stampa ufficiale della società scientifica al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO), in apertura a Madrid. AIOM chiede di accelerare l'accesso alle terapie e di superare i passaggi amministrativi che possono ritardarne la disponibilità dopo la decisione nazionale sulla rimborsabilità.
L'Italia si colloca al secondo posto in Europa per quota di farmaci anticancro approvati dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) e resi disponibili, con l'89%, preceduta dalla Germania con il 91%. Seguono Austria (86%), Spagna (73%) e Francia (68%). La media europea è del 51%, con un tempo di accesso di 655 giorni nel 2025, rispetto ai 586 giorni del 2024.
«In un anno si sono allungati di oltre 2 mesi in Europa e di circa un mese in Italia i tempi per disporre dei nuovi farmaci anticancro», ha dichiarato Massimo Di Maio, presidente AIOM.
Secondo Di Maio, in Italia persistono criticità legate alle procedure burocratiche e amministrative. Dopo l'approvazione della rimborsabilità da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in alcune Regioni è necessario attendere l'inserimento nei Prontuari terapeutici regionali. Ulteriori ritardi possono derivare dalle gare regionali e dall'inclusione nei Prontuari terapeutici ospedalieri.
«AIOM da molti anni denuncia i ritardi regionali e locali per i farmaci. Va prevista l'immediata disponibilità dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale», ha affermato Di Maio.
La società scientifica segnala inoltre possibili conseguenze della clausola della nazione più favorita (Most Favored Nation, MFN) introdotta dall'amministrazione statunitense, che prevede di allineare i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti a quelli più bassi praticati in altri Paesi, compresa l'Italia.
Secondo AIOM, il meccanismo potrebbe indurre le aziende farmaceutiche a ritardare il lancio di nuove terapie oncologiche in Europa e in Italia, oppure a non renderle disponibili, per evitare che prezzi inferiori incidano sui ricavi nel mercato statunitense. Si tratta di un rischio prospettato dalla società scientifica, non di un effetto già documentato.
Il confronto europeo evidenzia differenze anche nei tempi di rimborso. La Germania ha reso disponibile il 91% dei farmaci oncologici approvati dall'Ema nel periodo 2021-2024 entro poco più di 100 giorni. In Romania, Estonia, Malta, Slovacchia e Lettonia la quota si ferma al 20% o meno, mentre in Lituania, Romania ed Estonia i tempi di rimborso si attestano intorno ai 1.000 giorni.
In parallelo cresce la spesa farmaceutica oncologica. In Europa è passata da 24,9 miliardi di euro nel 2014 a 64,3 miliardi nel 2023. L'Italia rappresenta il 14% della spesa europea, al terzo posto dopo Germania e Francia, entrambe al 19%.
Per AIOM, ridurre i tempi di accesso rappresenta una priorità per garantire ai pazienti la disponibilità delle nuove terapie e limitare le differenze tra i sistemi sanitari europei.
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