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Aderenza terapeutica

13 Aprile 2026

Aderenza terapeutica, così le cronicità sostengono l’innovazione

Dalle patologie cardiometaboliche alle malattie rare: il valore economico della continuità di cura al centro del confronto a Roma sul modello Servier


medico parla con paziente

Migliorare l’aderenza alle terapie nelle malattie croniche può diventare una leva concreta per sostenere l’innovazione e la tenuta del Servizio sanitario nazionale. È il messaggio emerso a Roma, nel corso dell’incontro “Dalla Fondazione all’Innovazione: come generare valore per la Sanità Pubblica”, promosso da Servier, che ha riunito istituzioni, accademici e industria per discutere di sostenibilità e accesso alle cure. Al centro del confronto il legame tra gestione delle cronicità e capacità del sistema di investire in nuove terapie, in particolare nei setting più complessi e a bassa prevalenza. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie cardiometaboliche, l’ottimizzazione dei percorsi terapeutici viene indicata come una delle chiavi per liberare risorse e migliorare gli esiti clinici.

“Incentivando appropriatezza e aderenza terapeutica, generiamo benefici tangibili sia sul piano clinico che su quello della sostenibilità economica”, ha spiegato Emilio Gagliardi, Managing Director Servier Italia & Malta. “Questo meccanismo virtuoso libera risorse da destinare a patologie ancora prive di soluzioni, come tumori rari e malattie orfane. L’innovazione incrementale alimenta quella disruptive”. A sostenere questo approccio è anche il modello industriale del gruppo, controllato da una fondazione non profit che reinveste integralmente gli utili in ricerca e sviluppo. Una struttura che consente una visione di lungo periodo e che si riflette nella crescita dell’azienda: +16,2% nell’ultimo esercizio, con l’oncologia che rappresenta ormai circa un terzo delle vendite globali. Sul piano clinico, l’innovazione passa anche attraverso la semplificazione delle terapie. Le combinazioni farmacologiche per ipertensione e dislipidemie, ad esempio, permettono già oggi a circa un paziente su dieci di gestire meglio i principali fattori di rischio cardiovascolare, migliorando la continuità delle cure.

Parallelamente, Servier punta su un ecosistema di open innovation e partnership internazionali per sviluppare terapie “first-in-class” in oncologia e neuroscienze, con un focus su patologie ad alta complessità e scarso bisogno terapeutico soddisfatto, come colangiocarcinoma, leucemia mieloide acuta, melanoma uveale e gliomi a basso grado. Resta però il nodo dell’accesso. Tra le proposte emerse nel corso dell’incontro: introdurre indicatori di aderenza nel Sistema Nazionale di Garanzia, garantire una diffusione uniforme dei test genetico-molecolari e rafforzare le collaborazioni pubblico-private per la produzione di dati di Real World Evidence. “Il tema dell’aderenza terapeutica si lega oggi alla sostenibilità e alla competitività del sistema salute”, ha sottolineato Marcello Cattani, Presidente Farmindustria. “Serve un quadro regolatorio stabile e capace di valorizzare l’innovazione, anche attraverso un approccio value-based che riconosca i benefici complessivi delle terapie”.

Il confronto ha toccato anche lo scenario internazionale, dove l’Europa fatica a tenere il passo di Stati Uniti e Cina nello sviluppo di nuovi farmaci, complice una regolazione più rigida e tempi di accesso più lunghi. Per Ylenja Lucaselli, componente della Commissione Bilancio della Camera, “è necessario superare modelli frammentati e ostacoli burocratici che rallentano l’innovazione, costruendo una visione comune in cui ricerca e salute siano asset strategici europei”. Sul fronte nazionale, Erik Umberto Pretto, membro della Commissione Affari Sociali, ha richiamato l’importanza dell’assistenza territoriale: “Investire nelle reti locali e nei professionisti è fondamentale per garantire maggiore aderenza alle terapie e assicurare cure continue e accessibili”. In questo scenario, l’Italia può giocare un ruolo da protagonista, ma solo a condizione di rafforzare investimenti in digitalizzazione, infrastrutture e capitale umano.

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