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08 Aprile 2026

Tabagismo, Sitab: citisina rimborsata ma servizi carenti. “Serve rafforzare rete antifumo”

La Sitab accoglie la rimborsabilità della citisina nei Centri antifumo, ma segnala criticità organizzative e carenze nei servizi


fumo sigaretta

La Società italiana di tabaccologia (Sitab) esprime favore per la rimborsabilità della citisina nei Centri antifumo, ma richiama l’attenzione sulle condizioni necessarie per garantirne l’efficacia e sulle criticità del sistema di contrasto al tabagismo in Italia.

In un comunicato, la società scientifica sottolinea che la citisina, già utilizzata da decenni e oggi disponibile come farmaco di produzione industriale, è ora rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale, ma la prescrizione resta limitata ai Centri antifumo e a una sola confezione, corrispondente a 25 giorni di trattamento. 

Secondo la Sitab, il trattamento del tabagismo non può essere ridotto alla sola prescrizione farmacologica. Il fumo viene definito una dipendenza che richiede un percorso strutturato, basato su un approccio multidisciplinare che integri terapia farmacologica e supporto comportamentale. Nei Centri antifumo, tali percorsi prevedono mediamente tra cinque e dieci colloqui psicologici. 

In questo contesto, la società evidenzia che i risultati possono raggiungere percentuali di cessazione stabile tra il 30% e il 50% a un anno, rispetto al 5-6% dei tentativi non supportati da percorsi strutturati. 

Accanto alla rimborsabilità del farmaco, la Sitab richiama però le criticità dell’organizzazione dei servizi. I centri antifumo vengono descritti come numericamente insufficienti, con carenze di personale e modalità di autorizzazione non uniformi tra le Regioni. 

La società sottolinea inoltre che le patologie correlate al tabacco rappresentano una quota rilevante della spesa sanitaria, stimata in oltre 26 miliardi di euro considerando anche i costi sociali e lavorativi. 

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda la prevenzione primaria. Secondo la Sitab, l’avvicinamento dei giovani al fumo avviene sempre più frequentemente attraverso sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, che nel contesto italiano beneficiano di un trattamento fiscale più favorevole rispetto alle sigarette tradizionali. 

Nel comunicato viene infine richiamata l’adesione della società scientifica a un’iniziativa di legge popolare per l’aumento del prezzo delle sigarette, indicata come una delle strategie adottate in altri Paesi per ridurre il numero dei fumatori. 

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