trial clinici
20 Maggio 2026Secondo Farmindustria in Italia sono attivi quasi 1.500 studi clinici. Restano però criticità nei tempi di attivazione e nell’arruolamento dei pazienti

In Italia sono attivi quasi 1.500 studi clinici e il Paese ha sostanzialmente raggiunto la Germania per numero di trial in corso. È quanto emerge da un’analisi condotta da Farmindustria sul portale europeo CTIS, che censisce tutti gli studi clinici nell’Unione europea, diffusa in occasione dell’International Clinical Trials Day.
Secondo quanto riferito dall’associazione, il 77% degli studi attivi è finanziato dalle aziende farmaceutiche. “I trial clinici rappresentano uno dei principali motori di innovazione per la salute, la competitività industriale, la crescita e la sicurezza della nostra Nazione”, ha dichiarato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. “Con quasi 1.500 studi in corso l’Italia ha sostanzialmente raggiunto la Germania per numero di trial attivi. Un risultato che conferma il valore del nostro ecosistema della ricerca biomedica”.
Secondo Cattani, il dato rappresenta “un segnale importante della capacità dell’Italia di attrarre investimenti, competenze e innovazione in un contesto internazionale sempre più competitivo”. Il presidente di Farmindustria ha inoltre sottolineato il ruolo delle imprese farmaceutiche nello sviluppo della ricerca clinica e nell’accesso dei pazienti a terapie innovative.
Nel comunicato vengono però evidenziate anche alcune criticità legate ai tempi di attivazione degli studi clinici. Secondo le analisi ALTEMS citate da Farmindustria, ogni 2,5 giorni di ritardo nell’avvio di uno studio si perderebbe la possibilità di arruolare un paziente per sperimentazione. Se l’Italia riuscisse a ridurre questi tempi, potrebbe coinvolgere mediamente 16 pazienti in più per ciascun trial. Considerando le quattro principali aree terapeutiche — oncologia, cardio-metabolico, sistema nervoso e sistema immunitario — il potenziale mancato arruolamento stimato supera i 10.500 pazienti nel triennio 2022-2025.
“Accelerare i tempi di attivazione degli studi clinici, incentivare gli investimenti e potenziare la capacità di arruolamento dei pazienti significa anche rafforzare il Servizio sanitario nazionale e aumentare l’attrattività dell’Italia per la ricerca e sviluppo”, ha affermato Cattani. “Dove si fa ricerca, si cura meglio”.
Farmindustria richiama inoltre il quadro internazionale della ricerca clinica. Secondo dati IQVIA riportati nel comunicato, nel 2009 l’Unione europea controllava il 44% degli studi clinici globali, quota oggi dimezzata. Nel 2025 Stati Uniti e Cina controllerebbero congiuntamente il 65% dei nuovi studi clinici nel mondo.
Per Farmindustria è quindi necessario proseguire il percorso di riforme attraverso semplificazione dei processi, investimenti nelle competenze e rafforzamento di una governance farmaceutica favorevole all’innovazione. “L’Italia ha tutte le carte in regola per essere protagonista: qualità scientifica, capacità industriale, eccellenze cliniche e una forte integrazione tra pubblico e privato”, ha concluso Cattani.
TAG: FARMINDUSTRIA, NOTTE DEI RICERCATORI, TRIAL CLINICISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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