Alzheimer
23 Marzo 2026Nel Regno Unito il Nice riesaminerà lecanemab e donanemab per l’accesso nel sistema sanitario nazionale, dopo il precedente parere negativo per rapporto costo-beneficio

Il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) rivaluterà la possibilità di rendere disponibili nel Servizio sanitario nazionale britannico gli anticorpi monoclonali anti-Alzheimer lecanemab e donanemab. La decisione segue l’accoglimento dei ricorsi presentati dalle aziende produttrici. Lo riporta Adnkronos Salute.
Il Nice aveva espresso un parere negativo nel giugno dello scorso anno, concludendo che le due terapie non dovrebbero essere fornite per il trattamento del lieve deterioramento cognitivo o della demenza lieve causati dalla malattia di Alzheimer, a causa di benefici ritenuti “troppo esigui” rispetto ai costi.
Secondo le valutazioni precedenti, i trattamenti avrebbero comportato costi dalle 5 alle 6 volte superiori rispetto alla soglia normalmente considerata accettabile dall’agenzia, con ulteriori oneri legati all’implementazione, tra cui infusioni regolari e monitoraggio degli effetti collaterali.
Il riesame avverrà ora anche alla luce di nuove soglie di costo-efficacia, definite nell’ambito di un accordo commerciale con gli Stati Uniti, come riportato dalla rivista Bmj.
Le stesse terapie sono state oggetto di valutazione anche in Italia, dove la Commissione scientifica ed economica dell’Aifa ha espresso parere negativo alla rimborsabilità.
“La sentenza odierna offre al Nice l’opportunità di valutare il costo reale dell’Alzheimer per le persone e le loro famiglie”, ha dichiarato David Thomas, responsabile Policy and Public Affairs dell’associazione Alzheimer’s Research Uk, che invita ad aggiornare i criteri di valutazione del valore dei nuovi farmaci per la demenza, considerando i costi complessivi della patologia.
Il riesame riapre il confronto sui criteri di accesso e sostenibilità delle terapie innovative per l’Alzheimer nei sistemi sanitari.
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