cardiologia
07 Maggio 2026Efpia richiama il valore dei controlli cardiovascolari nel quadro del Safe Hearts Plan della Commissione europea

Le malattie cardiovascolari causano circa 1,7 milioni di morti ogni anno nell’Unione europea, interessano circa 62 milioni di persone e generano costi economici superiori a 282 miliardi di euro l’anno. È quanto ricorda la piattaforma cardiovascolare di EFPIA – European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations in un documento pubblicato il 7 maggio sui controlli cardiovascolari e sul ruolo della prevenzione precoce.
Secondo EFPIA, la diagnosi precoce e la prevenzione devono essere considerate investimenti di lungo periodo per la sostenibilità dei sistemi sanitari. L’associazione richiama inoltre il lancio, nel dicembre 2025, del piano europeo “EU Safe Hearts Plan” da parte della Commissione europea. La proposta di raccomandazione del Consiglio sui controlli sanitari rappresenta, secondo EFPIA, uno degli elementi centrali del piano.
Il documento definisce i controlli cardiovascolari come visite di routine effettuate nell’ambito delle cure primarie, durante le quali vengono valutati parametri come pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e peso corporeo. L’obiettivo è identificare precocemente possibili fattori di rischio e indirizzare interventi di prevenzione o trattamento.
Secondo EFPIA, questi controlli possono essere organizzati attraverso programmi rivolti alla popolazione generale, screening opportunistici durante il contatto con il sistema sanitario oppure programmi mirati. Tra gli esempi citati compare il programma greco “Prolamvano”.
Per sostenere la proposta europea, la piattaforma cardiovascolare EFPIA ha commissionato a PwC uno studio indipendente sul valore clinico, economico e sociale dei controlli cardiovascolari. Il rapporto, spiega l’associazione, evidenzia che l’efficacia dei controlli dipende non solo dallo screening, ma anche dalla progettazione dei programmi, dal follow-up e dall’integrazione nei percorsi di cura.
Secondo EFPIA, controlli cardiovascolari ben strutturati, inseriti in sistemi solidi di cure primarie e collegati a percorsi efficaci di presa in carico, possono contribuire alla prevenzione e alla riduzione della mortalità cardiovascolare evitabile nell’Unione europea, in linea con gli obiettivi del Safe Hearts Plan.
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