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17 Dicembre 2025

Mieloma multiplo, al Congresso Ash presentata combinazione che cambia la seconda linea

I dati di fase III dello studio MajesTEC-3, presentati al congresso ASH e pubblicati sul NEJM, mostrano che la combinazione teclistamab più daratumumab sottocutaneo migliora sopravvivenza libera da progressione 


nuova associazione di farmaci per mieloma multiplo jpeg

Nel mieloma multiplo recidivato o refrattario, la combinazione di teclistamab e daratumumab in formulazione sottocutanea ha dimostrato un vantaggio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS) e di sopravvivenza globale (OS) rispetto ai regimi standard a base di daratumumab. I dati derivano dallo studio di fase III MajesTEC-3, presentato al Congresso dell’American Society of Hematology (ASH) e pubblicato contestualmente sul New England Journal of Medicine.

Lo studio ha confrontato la combinazione teclistamab più daratumumab SC con daratumumab SC e desametasone in associazione a pomalidomide o bortezomib (DPd/DVd) in pazienti che avevano ricevuto da una a tre linee di terapia precedenti. A un follow-up mediano di circa tre anni, il trattamento sperimentale ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte con un hazard ratio pari a 0,17 (intervallo di confidenza al 95% 0,12-0,23; p<0,0001). Oltre il 90% dei pazienti liberi da progressione a sei mesi è rimasto tale a tre anni.

I benefici sono risultati coerenti anche sugli endpoint secondari. La risposta globale è stata pari all’89,0% nel braccio teclistamab più daratumumab SC rispetto al 75,3% nei bracci di controllo, mentre la risposta completa o migliore (≥CR) ha raggiunto l’81,8% contro il 32,1%. I tassi di negatività della malattia minima residua (MRD) a 10⁻⁵ sono risultati del 58,4% nel gruppo sperimentale rispetto al 17,1% nei comparatori. Anche la sopravvivenza globale è risultata superiore, con un hazard ratio di 0,46 e tassi di OS a tre anni pari all’83,3% contro il 65%.

Oltre agli endpoint di efficacia, lo studio ha mostrato un miglioramento del tempo al peggioramento dei sintomi, con una riduzione dei sintomi per un periodo doppio rispetto alle combinazioni standard. La combinazione è priva di steroidi ed è somministrabile in regime ambulatoriale secondo lo schema di somministrazione di daratumumab sottocutaneo.

Per quanto riguarda la sicurezza, i tassi di eventi avversi emergenti dal trattamento di grado 3 o 4 sono risultati simili tra i gruppi di studio. Le infezioni sono state frequenti in entrambi i bracci, con una riduzione degli eventi di nuova insorgenza dopo i primi sei mesi di trattamento. La sindrome da rilascio di citochine si è verificata nel 60,1% dei pazienti trattati con teclistamab più daratumumab SC, ma esclusivamente di grado 1-2 e senza interruzioni del trattamento. La neurotossicità associata alle cellule effettrici immunitarie è risultata rara.

Sulla base di questi risultati, la combinazione di teclistamab e daratumumab SC ha ottenuto dalla Food and Drug Administration statunitense la designazione di Breakthrough Therapy. È stata inoltre presentata una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio tramite procedura sBLA, attualmente in valutazione attraverso il programma di Real-Time Oncology Review. Ulteriori richieste regolatorie sono state avviate in altri Paesi.

Secondo quanto riportato nel comunicato, i dati dello studio MajesTEC-3 indicano che l’associazione di un anticorpo bispecifico diretto contro BCMA con daratumumab potrebbe ampliare le opzioni terapeutiche efficaci nel mieloma multiplo recidivato/refrattario già dalla seconda linea di trattamento, in un’area caratterizzata da un bisogno clinico ancora elevato.

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