Oncologia
05 Dicembre 2025L’impegno di Daiichi Sankyo, con i progetti MetaLAB e EcHo-M Hospital, per migliorare la gestione della malattia metastatica e la presa in carico dei pazienti

Daiichi Sankyo lancia EcHo-M, la nuova strategia dedicata all’ascolto dei bisogni delle persone con tumore metastatico per ripensare i percorsi di diagnosi e cura. L’iniziativa nasce in un contesto in cui l’innovazione terapeutica, dall’immunoterapia agli anticorpi farmaco-coniugati, ha aumentato l’aspettativa di vita dei pazienti, portando alla luce nuove necessità cliniche e assistenziali.
In Italia sono sempre di più le persone che convivono con una diagnosi di tumore in fase avanzata. In Italia, nel solo carcinoma mammario, oltre 37.000 donne convivono con la malattia metastatica e circa il 6–7% riceve la diagnosi già in fase avanzata. Una tendenza che interessa anche tumori del polmone, colon-retto, prostata e melanoma.
Per rispondere a questi bisogni, Daiichi Sankyo ha avviato i progetti MetaLAB ed EcHo-M Hospital: il primo vede il coinvolgimento di otto tra le principali associazioni di pazienti attive nelle aree del tumore al polmone, seno e stomaco ed è dedicato all’ascolto di pazienti e caregiver per sviluppare soluzioni più vicine ai loro bisogni; il secondo coinvolge un panel di circa 20 esperti, tra clinici, rappresentanti regionali e associazioni di pazienti ed è volto a ottimizzare, a livello ospedaliero, il percorso assistenziale del paziente con tumore al seno metastatico.
“È fondamentale poter contare su un percorso di cura tempestivo, personalizzato, innovativo e multidisciplinare, per una presa in carico a 360 gradi. Un percorso che tenga conto non solo delle esigenze cliniche, ma anche del bisogno di qualità di vita, riducendo il peso dell’incertezza, della burocrazia e dell’assistenza discontinua”, afferma Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, che partecipa attivamente all’iniziativa EcHo-M.
Grazie alle terapie innovative oggi disponibili la speranza di vita di chi riceve una diagnosi di tumore in fase metastatica è aumentata notevolmente, avvicinando sempre più questa condizione a quella di malattia cronica. Una nuova condizione che porta con sé nuovi bisogni, a cui tuttavia non è stata ancora data una risposta concreta: dalla presa in carico continuativa dei pazienti, alla definizione di linee guida e di PDTA specifici per le persone che vivono la malattia metastatica.
"L’aumento dell’aspettativa di vita dei pazienti con tumore metastatico rappresenta una delle più significative conquiste dell’oncologia moderna, resa possibile dall’innovazione terapeutica degli ultimi anni. Questi risultati non sono frutto di un singolo intervento, ma della stretta integrazione e collaborazione tra diverse discipline oncologiche”, dichiara Giuseppe Curigliano, Presidente eletto ESMO (Società Europea di Oncologia Medica), Professore di Oncologia Medica all'Università di Milano e Direttore Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative allo IEO di Milano, che fa parte della cabina di regia del progetto EcHo-M. “Solo attraverso un modello integrato, multidisciplinare e centrato sul paziente potremo continuare a trasformare la storia naturale del tumore metastatico, garantendo ai pazienti non solo una maggiore sopravvivenza, ma anche una migliore qualità di vita. Un modello per cui è necessario implementare la formazione degli operatori sanitari oltreché rivedere l’organizzazione dei servizi".
“Partnership, innovazione e Patient care sono i nostri pilastri strategici” – conclude Mauro Vitali, Head of Oncology di Daiichi Sankyo. “È il momento di ripensare la presa in carico dei pazienti con malattia metastatica ma solo attraverso la collaborazione di tutti gli attori coinvolti possiamo cambiare davvero le prospettive di queste persone, facendo eco ai loro bisogni, affiancando all’innovazione terapeutica un percorso assistenziale efficiente e coordinato; lavorando insieme per garantire la migliore offerta sanitaria nel modo più sostenibile possibile. E questo è solo l’inizio: nei prossimi mesi continueremo a condividere i risultati e traguardi del nostro lavoro, trasformando l’ascolto in cambiamento reale”.
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