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Professioni sanitarie

15 Luglio 2026

Professioni sanitarie, passa l'emendamento sui radiati. Ecco cosa prevede

La Commissione Affari sociali approva un emendamento al Ddl sulle professioni sanitarie che apre alla richiesta di reiscrizione per alcuni professionisti radiati per fatti non dolosi connessi alla pandemia


stetoscopio medico


La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie che introduce una procedura di richiesta di reiscrizione all'Albo per i sanitari radiati per fatti non dolosi commessi durante la pandemia da Covid-19, indicandone espressamente le condizioni di applicazione. Il provvedimento ha suscitato le proteste della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e delle opposizioni.
 

L'emendamento, a prima firma della deputata Alice Buonguerrieri (Fratelli d'Italia), introduce un nuovo articolo 42-bis nel Dpr n. 221 del 1950. La disposizione prevede che il professionista radiato dall'Albo per fatti non dolosi connessi alla pandemia possa presentare domanda di reiscrizione entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, a condizione che sia ancora pendente il ricorso davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Se la radiazione deriva da una condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo l'intervenuta riabilitazione.

Il testo non dispone un reintegro automatico dei professionisti radiati, ma apre una finestra temporale per la presentazione dell'istanza di reiscrizione, subordinandola ai requisiti previsti. La norma fa riferimento ai "fatti non dolosi connessi alla pandemia", senza specificare le singole fattispecie cui si applica.

La Fnomceo ha espresso una netta contrarietà all'emendamento. Il presidente Filippo Anelli ha definito il provvedimento una "delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva". "Siamo sconcertati, amareggiati e delusi", ha dichiarato, aggiungendo che la norma rappresenta "un affronto alle vittime del Covid e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare". Secondo Anelli, un intervento legislativo di questo tipo rischia di svuotare il ruolo disciplinare degli Ordini e di indebolirne l'autonomia, che rappresenta "una garanzia per la collettività".

Immediate anche le reazioni delle opposizioni. In una nota congiunta, i gruppi di Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e +Europa hanno definito l'emendamento "una vergogna senza precedenti", sostenendo che riapra la strada alla reiscrizione del personale sanitario radiato durante il periodo dell'obbligo vaccinale e per la diffusione di teorie o trattamenti antiscientifici. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno inoltre affermato che la radiazione viene applicata solo nei casi più gravi e hanno annunciato la propria opposizione al provvedimento nel prosieguo dell'iter parlamentare.

L'emendamento proseguirà ora l'esame nell'ambito del disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che dovrà completare il percorso parlamentare prima dell'eventuale entrata in vigore della disposizione.

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