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Spesa sanitaria

15 Luglio 2026

Puglia, disavanzo sanitario da 349 milioni. Scontro in Consiglio sull'aumento dell'Irpef

Duro scontro in consiglio regionale sul buco sanitario maturato negli ultimi anni e sull’ipotesi di aumento Irpef da parte della giunta


2023 sanita soldi euro

Ammonta a 349 milioni di euro il disavanzo sanitario di Regione Puglia maturato dal 2022 al 2025: 144 nel 2022, 38 nel 2023, 83 nel 2024 e 83 nel 2025. Nei medesimi anni gli stanziamenti del Fondo sanitario nazionale per la Regione sono aumentati di 717 milioni. Cifre ricordate da Donato Petassuglia, assessore alla Salute della giunta De Caro, in apertura del suo intervento in consiglio regionale sul tema del “buco sanitario”. Molto duro lo scontro con le opposizioni, che rinfacciano alle giunte di centro-sinistra che hanno governato la Regione negli ultimi dieci anni di avere condotto la sanità pubblica pugliese al punto più basso della sua storia. Con, in più, l’intenzione di far risanare il deficit ai cittadini, attraverso l’aumento dell’Irpef regionale.

La replica di Pentassuglia - sostenuto dai consiglieri di maggioranza, che evidenziano la bassa quota di spesa sanitaria rispetto al Pil in Italia - parte dall’inadeguatezza del Fondo sanitario nazionale e della carenza di personale: “Nessun Governo, né di sinistra, né di centrosinistra e né di centrodestra, ha determinato una discussione sul Fondo sanitario nazionale e sulle politiche della salute in Italia che tenesse conto dell’evoluzione dei tempi, del rapporto con l’università, della mancanza di medici”. Non solo ma, se si vuole parlare di disavanzo, quello del 2005 “certificato dall’allora Ministro Tremonti, era pari a 539 milioni di euro e ciò che interessa è che noi oggi viviamo ancora il 2004 meno l’1,04, cioè siamo fermi a piante organiche di un’era glaciale passata”.

“Nel 2025 la spesa sanitaria effettiva è stata di 141 miliardi, mentre il Fondo sanitario nazionale si è fermato a 136 miliardi, con una differenza di 5 miliardi”, aggiunge il presidente Antonio De Caro, confermando il ricorso all’aumento dell’Irpef regionale: anche altre regioni in deficit - come Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria e Abruzzo - hanno aumentato le tasse.

Liste d’attesa e case di comunità

Sollecitato sulle liste d’attesa Pentassuglia dichiara che “c’è una riduzione del 10 per cento ma c’è un aumento della spesa dovuto al costo delle sedute aggiuntive. Per questo si stanno rivedendo anche i piani di fabbisogno”.

Quanto alle Case di comunità, “la Puglia a maggio 2022, si era impegnata per 121 case. Dalla verifica puntuale dei cantieri è stato appurato che non si arrivava al numero target, che era quello meno il 35 per cento per evitare di perdere il finanziamento, cioè la possibilità di utilizzare le risorse entro dicembre”. Attualmente sono 83 le case attive, 64 quelle in fase di avvio. Con la rimodulazione in corso, conclude l’assessore, “pensiamo di dotare la Puglia di 126 case rispetto alle 121 previste, pensando anche di utilizzare il fondo di sviluppo e coesione”. 

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