Prevenzione
15 Ottobre 2025Esperti, istituzioni e società scientifiche riuniti a Roma per “Investing for Healthy Ageing”: la prevenzione come pilastro della sostenibilità del SSN

In un Paese in cui un quarto della popolazione ha più di 65 anni e le proiezioni indicano un ulteriore aumento entro il 2043, investire in prevenzione diventa una priorità strategica per garantire un invecchiamento sano e la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale. È il messaggio emerso da “Investing for Healthy Ageing”, evento promosso da MSD Italia che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, economico e delle associazioni dei pazienti. «Investire oggi nella salute degli adulti e degli anziani non è solo un dovere etico, ma una scelta strategica per garantire sostenibilità economica e coesione sociale» ha dichiarato Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia, sottolineando la necessità di riconoscere la prevenzione come investimento strategico e non come voce di spesa corrente, in linea con il target europeo del 3% del PIL.
Sulla stessa linea Michele Conversano, presidente di Happy Ageing, che ha ricordato come «non basti vivere a lungo, bisogna vivere bene. Per invertire il trend servono azioni concrete e una strategia di longevità sana che parta ben prima della vecchiaia, ponendo la vaccinazione dell’adulto e dell’anziano al centro dell’agenda sanitaria». Tra i temi al centro del confronto, la fragilità della popolazione anziana, la prevenzione delle patologie evitabili e la sostenibilità del SSN. Giancarlo Icardi, professore ordinario all’Università di Genova, ha evidenziato l’importanza dei nuovi vaccini anti-pneumococcici, capaci di offrire una protezione più ampia contro sierotipi responsabili di gravi malattie come polmoniti e meningiti. Dal fronte delle Regioni, Marco Alparone, coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni, ha sottolineato come la Lombardia, grazie a dati avanzati e a coperture vaccinali elevate, rappresenti un “laboratorio d’Europa” per la misurazione dei benefici economici e sanitari della prevenzione. Francesca Russo, responsabile del Coordinamento Interregionale della Prevenzione, ha portato l’esperienza del Veneto, esempio virtuoso di campagne di vaccinazione per adulti basate su chiamata attiva e sul coinvolgimento dei medici di medicina generale.
Sul piano politico, l’onorevole Paolo Ciani, presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’Invecchiamento Attivo, ha ribadito che «gli anziani devono essere considerati una risorsa per la società, non un peso, con politiche inclusive e sostenibili». Da parte dell’ISTAT, Roberta Crialesi ha illustrato i dati demografici: al 1° gennaio 2025 il 24,7% della popolazione italiana ha più di 65 anni, percentuale che salirà al 34,6% entro il 2050, con un forte divario tra anni di vita e anni vissuti in buona salute. Un quadro, ha spiegato, che impone nuove politiche integrate tra salute, lavoro e welfare. Dal mondo della ricerca sociale, Ketty Vaccaro del Censis ha posto l’accento sul cambiamento culturale della vecchiaia: «Essere e mantenersi in salute è oggi la condizione essenziale per una longevità di qualità e per una terza età vissuta da protagonisti». Sul versante economico, Massimo Bordignon, professore di Scienza delle Finanze all’Università Cattolica di Milano, ha sottolineato che «l’immunizzazione è un investimento strategico, in grado di migliorare la produttività e ridurre le spese future», mentre Giampaolo Galli, direttore scientifico dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, ha evidenziato l’urgenza di «politiche lungimiranti per favorire l’invecchiamento attivo e alleggerire il peso sulle generazioni future».
Dal punto di vista sanitario, Enrico Di Rosa, presidente della SITI, ha ricordato come «le vaccinazioni dell’adulto riducano significativamente incidenza, ospedalizzazioni e costi», mentre Tommasa Maio della FIMMG ha proposto di estendere l’offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica a partire dai 60 anni, in parallelo con quella antinfluenzale. Alessandro Rossi, presidente della SIMG, ha sottolineato l’importanza della formazione continua del medico di medicina generale, «figura chiave per contrastare l’esitazione vaccinale e orientare i cittadini verso scelte preventive consapevoli». Dal mondo delle farmacie, Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale di Federfarma, ha ricordato che «le farmacie e i farmacisti rappresentano uno snodo fondamentale della rete vaccinale, pronti a estendere la propria azione anche alle vaccinazioni anti-pneumococciche per adulti». La prospettiva dei cittadini è stata portata da Valeria Fava di Cittadinanzattiva, che ha ribadito l’importanza di «assicurare equità di accesso ai servizi di prevenzione e vaccinazione, indipendentemente dal territorio di residenza».
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