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Emicrania

05 Settembre 2025

Emicrania, un paziente su dieci si sente “incompreso”. A Venezia il docufilm Una vita a metà

1 paziente su 10 si sente incompreso da familiari, amici e colleghi. A loro è dedicato il docufilm “Una vita a metà”, presentato in anteprima alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia


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In Italia oltre 6 milioni di persone convivono con l’emicrania, che colpisce le donne tre volte più degli uomini. Nonostante la diffusione, 1 paziente su 10 si sente incompreso da familiari, amici e colleghi. A loro è dedicato il docufilm “Una vita a metà”, presentato in anteprima alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, presso la Villa powered by Giffoni Hub.

La pellicola, scritta da Donatella Romani e diretta da Roberto Amato, raccoglie testimonianze di persone che vivono con una malattia invalidante e spesso sottovalutata. Tra i protagonisti lo stand-up comedian Saverio Raimondo, l’atleta olimpico di canottaggio Matteo Sartori, la giornalista del Corriere della Sera Monica Guerzoni e l’attrice Francesca Cavallin, che accompagna lo storytelling. Il progetto è stato realizzato con il contributo non condizionante di AbbVie, con la collaborazione della Fondazione Cirna Ets - Alleanza cefalalgici Al.Ce. e con il patrocinio di Fondazione Onda Ets, Società italiana di neurologia (Sin), Associazione italiana per la lotta contro le cefalee (Aic) e Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc).

“L’emicrania non deve essere considerata come un malessere passeggero, ma come una vera malattia neurologica con forti e ricorrenti attacchi di cefalea, spesso accompagnati da nausea e ipersensibilità a luce, suoni e odori – spiega Piero Barbanti, Irccs San Raffaele Roma –. È la seconda patologia più diffusa e invalidante al mondo. Oggi disponiamo di terapie specifiche che consentono di restituire qualità di vita ai pazienti”.

Sulle terapie si sofferma anche Cristina Tassorelli, Università di Pavia e Irccs C. Mondino: “Accanto ai trattamenti d’attacco per spegnere il dolore, la ricerca ha portato allo sviluppo di nuove terapie preventive, come tossina botulinica, anticorpi monoclonali anti-Cgrp e gepanti, che stanno aprendo una nuova fase nella gestione dell’emicrania”.

Per Alessandra Sorrentino, presidente Al.Ce., l’emicrania rappresenta “una ladra di tempo e di vita”, con pesanti ripercussioni su scuola, lavoro e relazioni. Simona Guerzoni, responsabile Centro cefalee Policlinico di Modena, sottolinea l’importanza dell’alleanza medico-paziente per evitare l’abuso di farmaci e restituire fiducia e qualità di vita.

“L’assenza di un biomarcatore oggettivo resta un limite importante – aggiunge Simona Sacco, Università dell’Aquila –. La sua identificazione darebbe finalmente voce ai pazienti e migliorerebbe l’appropriatezza delle terapie”.

Il docufilm, con storie di dolore ma anche di resilienza, mira a sensibilizzare su una malattia che rimane spesso sottostimata. “Sostenere questo progetto significa aumentare la consapevolezza sull’impatto dell’emicrania – conclude Irma Cordella, AbbVie Italia – con un linguaggio accessibile che parte dal vissuto dei pazienti e dall’esperienza dei clinici”.

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