Gastroenterologia
25 Giugno 2025Raccontare la Malattia di Crohn per restituire visibilità e dignità a chi convive ogni giorno con una patologia spesso invisibile ma profondamente invalidante. È l’obiettivo di “Crohnostorie”, la nuova campagna di sensibilizzazione promossa da AbbVie

Raccontare la Malattia di Crohn per restituire visibilità e dignità a chi convive ogni giorno con una patologia spesso invisibile ma profondamente invalidante. È l’obiettivo di “Crohnostorie”, la nuova campagna di sensibilizzazione promossa da AbbVie, in collaborazione con AMICI Italia ETS e IG-IBD, che pone al centro l’esperienza delle persone e l’impatto sociale della malattia.
In Italia sono circa 150.000 le persone che convivono con questa patologia infiammatoria cronica dell’intestino, diagnosticata spesso in giovane età e capace di compromettere in modo significativo la qualità della vita. Oltre ai sintomi fisici come urgenza intestinale, diarrea e dolore addominale, la malattia condiziona le relazioni sociali, la sfera lavorativa e il benessere psicologico.
La campagna è stata lanciata con un’installazione simbolica in piazza del Cannone a Milano: due wc “strappati” dai contesti privati e portati all’aperto per rappresentare la necessità di portare alla luce il vissuto dei pazienti. Un gesto forte, accompagnato da una performance calligrafica dal vivo, che ha dato forma visiva alle storie personali dei pazienti.
Il progetto prosegue online con una web series in 7 episodi che, tramite i canali digitali e social, dà voce a chi vive con la malattia e a chi li cura, per diffondere consapevolezza e incoraggiare diagnosi più tempestive. Secondo i dati presentati, il 54% dei pazienti italiani con Malattia di Crohn non ha un controllo ottimale della patologia, con ricadute su benessere emotivo, produttività lavorativa e relazioni.
“Senza diagnosi precoce – avvertono i clinici – cresce il rischio di complicanze e interventi chirurgici. È necessario un approccio personalizzato, che includa anche supporto psicologico e percorsi socio-sanitari dedicati”.
Per Salvo Leone, Direttore Generale di AMICI Italia, “il coinvolgimento attivo dei pazienti è essenziale. Significa aiutarli a conoscere la malattia, partecipare alle scelte terapeutiche e sentirsi parte di una comunità di cura. Solo così possiamo migliorare davvero la loro qualità di vita.”
Abbvie ricorda l’impegno pluriennale dell’azienda in gastroenterologia. “Crohnostorie nasce per dare voce a chi troppo spesso resta invisibile” – afferma Caterina Golotta, Direttore Medico di AbbVie Italia – “e si inserisce nel nostro più ampio impegno per promuovere informazione, ricerca e accesso alla cura. In Italia abbiamo attivi circa 80 studi in oltre 400 centri, con l’obiettivo di generare nuove soluzioni per bisogni ancora insoddisfatti.”
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