Ricerca
20 Giugno 2025I campi su cui si sta concentrando la ricerca scientifica italiana finanziata da Fondazione AriSla per contrastare la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), malattia neurodegenerativa molto grave che colpisce i motoneuroni

Sviluppo di nuovi modelli di diagnosi della Sla e di metodi per monitorarne la progressione, studio dei meccanismi patologici, anche quelli meno esplorati, sperimentazione di molecole già in uso, utilizzo di tecniche avanzate di imaging per distinguerla da altre patologie e l'applicazione dell'intelligenza artificiale per un'analisi dei dati clinici sempre più tempestiva. Sono questi i campi su cui si sta concentrando la ricerca scientifica italiana finanziata da Fondazione AriSla per contrastare la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), malattia neurodegenerativa molto grave che colpisce i motoneuroni, le cellule che ci permettono di parlare, camminare e respirare, e nel tempo paralizza tutti i muscoli volontari. In Italia si stima che siano circa 6mila le persone con la Sla, con un'incidenza pari a 2-3 nuove diagnosi all'anno ogni 100mila abitanti. In occasione della Giornata mondiale della Sla, il 21 giugno, Arisla, principale ente non profit in Italia che finanzia ricerca scientifica su questa patologia, ribadisce l'impegno del mondo della ricerca a individuare soluzioni terapeutiche e fa il punto sull'impatto dell'investimento.
La Giornata è promossa dall'International Alliance Ald/Mnd Associations, la federazione internazionale delle associazioni di ambito Sla, di cui anche AriSla fa parte dallo scorso dicembre, aderendo al Research Directors Forum, gruppo di lavoro strategico della stessa organizzazione. Dal 2009 ad oggi AriSla ha investito 17 milioni di euro in attività di ricerca, finanziando 115 progetti, di cui 21 in corso, in diversi ambiti (ricerca di base, preclinica e traslazionale, clinica e tecnologica), supportando 160 ricercatori selezionati attraverso 17 bandi competitivi (la selezione del 18° bando è in corso). Inoltre, AriSla - riporta una nota - da sempre sostiene i giovani ricercatori: sono infatti 312 borse di studio finanziate ad oggi, di cui 23 attive, un investimento in ricerca che ha contribuito ad un'importante attività di formazione dei giovani ricercatori in campo Sla. Negli ultimi due anni, in linea con il Piano strategico della ricerca 2023-2025, AriSla ha finanziato progetti orientati sempre più verso una ricerca 'clinicamente informata', ovvero che parta dalle caratteristiche dei pazienti per produrre risultati con maggiori potenzialità di ricaduta sulla clinica. Gli investimenti di AriSla nei nuovi progetti, in particolar modo nei 'Pilot grant', oltre a favorire l'avvio di progettualità nuove a carattere maggiormente esplorativo, hanno permesso anche a ricercatori più giovani di avviare delle proprie linee di ricerca e attrarre nuovi ricercatori allo studio della Sla: il 57% dei coordinatori dei 'Pilot grant', infatti, non si era mai occupato di Sla prima del grant AriSla e il 34% di loro aveva meno di 40 anni al momento del finanziamento.
L'altra tipologia di progetti finanziata da AriSla, i 'Full grant', progetti di ricerca pluriennali, ha consentito di dare continuità ai filoni di ricerca con solido razionale scientifico e consistenti dati preliminari - si legge - producendo risultati rilevanti, che hanno permesso di ottenere fondi anche da altri enti, pubblici o privati, nazionali o internazionali. Inoltre, l'aver ricevuto un grant AriSla ha promosso la collaborazione tra scienziati: l'87% degli articoli originali pubblicati da ricercatori AriSla sono nati dalla collaborazione tra diversi gruppi, principalmente tra coloro che hanno contribuito ai progetti multicentrici, ma anche con il coinvolgimento di altri centri di ricerca, sia in ambito nazionale che internazionale.
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