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Congresso Esmo

23 Settembre 2024

Esmo 2024, avanzamenti nel trattamento di diversi tumori solidi

Un recente simposio, organizzato a Barcellona in occasione dell’Esmo 2024, ha visto riuniti esperti di oncologia per discutere le ultime innovazioni nel trattamento del cancro. La discussione si è concentrata sulle ambizioni di J&J, con un focus particolare sul cancro ai polmoni, al colon-retto e alla vescica


Oncologia

Un recente simposio, organizzato a Barcellona in occasione dell’Esmo 2024, ha visto riuniti esperti di oncologia per discutere le ultime innovazioni nel trattamento del cancro. Caroline Susa, Commercial Lead per la regione EMEA di Johnson & Johnson, ha aperto l'evento presentando i relatori: Noemi Reguart, oncologa medica presso la clinica ospedaliera di Barcellona, Henar Hevia, Emea Therapeutic Area Lead, Solid Tumour Oncology J&J, e il professor Andrea Necchi, capo della divisione di oncologia all'ospedale San Raffaele di Milano.

La discussione si è concentrata sulle ambizioni di J&J, con un focus particolare sul cancro ai polmoni, al colon-retto e alla vescica. Susa ha sottolineato l'importanza della medicina di precisione e della diagnosi precoce, elementi chiave per migliorare i trattamenti e la qualità della vita dei pazienti. «Il nostro obiettivo è quello di anticipare il cancro e aiutare i pazienti che hanno i bisogni più insoddisfatti» ha dichiarato Susa. «I nostri prodotti si basano su tecnologie innovative che mirano a trasformare il modo in cui vengono trattati i pazienti oncologici».

Reguart ha illustrato i progressi nel trattamento del cancro al polmone, evidenziando l'efficacia del farmaco amivantamab in combinazione con lazertinib, come nello studio Mariposa-2. «Questi nuovi farmaci rappresentano un'opportunità per i nostri pazienti» ha affermato Reguart. «Nonostante i progressi nelle terapie mirate, c'è ancora molto da fare per migliorare gli esiti dei pazienti con cancro al polmone» I risultati degli studi clinici hanno mostrato un miglioramento significativo nella sopravvivenza dei pazienti, con un follow-up di 22 mesi che ha raggiunto l'endpoint primario di miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (PFS). Reguart ha sottolineato l'importanza di individualizzare i trattamenti per sottogruppi specifici di pazienti, come quelli con mutazioni EGFR, che rappresentano il 15-19% dei casi di cancro al polmone.

Hevia ha poi discusso i risultati promettenti del farmaco amivantamab nel trattamento del cancro al colon-retto. Nonostante le sfide legate alla diagnosi precoce e alla resistenza alle terapie mirate, i nuovi studi hanno dimostrato un'attività antitumorale significativa, con un tasso di risposta complessiva del 64% in prima linea. «È molto entusiasmante vedere come possiamo muoverci dalla fase metastatica a un approccio con intenzione curativa» ha commentato Hevia. «Il cancro del colon-retto è il terzo tumore più comune a livello mondiale e la seconda causa principale di morte per cancro in Europa. È fondamentale sviluppare nuove terapie per affrontare queste esigenze insoddisfatte». Hevia ha citato lo studio Origami, che ha testato l’efficacia di amivantamab in combinazione con folfox o folfiri nel trattamento del cancro al colon-retto metastatico. «Lo studio Origami ha mostrato che amivantamab, in combinazione con chemioterapia, può fornire un’attività antitumorale promettente nei pazienti con cancro al colon-retto» ha spiegato Hevia. «Questo studio rappresenta una piattaforma perfetta per continuare a investigare e migliorare gli esiti clinici dei pazienti».

Necchi ha concluso il simposio con una panoramica sugli sviluppi nel trattamento del cancro alla vescica. Ha presentato i dati dello studio Sunrise 1, che ha testato l'efficacia del farmaco TAR-200 in combinazione con gemcitabina. I risultati hanno mostrato un tasso di risposta patologica completa del 42%, suggerendo che questa combinazione potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica per i pazienti non idonei alla chemioterapia neoadiuvante. «Per la prima volta, abbiamo una possibile nuova opzione che combina terapia topica intravescicale e inibitore sistemico» ha spiegato Necchi. «Questo approccio potrebbe rivoluzionare il trattamento del cancro alla vescica, offrendo ai pazienti una qualità di vita migliore e una maggiore possibilità di preservare la vescica»

Il simposio ha evidenziato l'importanza della collaborazione multidisciplinare e della continua ricerca per migliorare gli esiti clinici dei pazienti oncologici. Gli esperti hanno sottolineato la necessità di testare e sviluppare nuove terapie per affrontare le esigenze insoddisfatte nel trattamento del cancro. «Testare, testare, testare: è fondamentale per migliorare i sistemi sanitari e utilizzare meglio i nostri fondi» ha ribadito Susa.

In conclusione, il simposio ha offerto una visione ottimistica sul futuro della lotta contro il cancro, con innovazioni promettenti che potrebbero trasformare il panorama terapeutico e migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti. «Siamo orgogliosi di vedere l'azienda investire così tanto per migliorare l'esperienza di trattamento dei pazienti» ha concluso Susa. «Continueremo a lavorare instancabilmente per sviluppare terapie innovative che possano fare la differenza nella vita dei pazienti oncologici».

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