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Medicina

24 Luglio 2024

I farmaci Long Acting stanno rivoluzionando la prevenzione e il trattamento di tante patologie croniche: ora tocca all’HIV

Insulina a somministrazione settimanale, farmaci per prevenire problematiche di salute mentale, i contraccettivi. Ma anche antibiotici, e ora gli antivirali contro l’HIV. Il cabotegravir è già una realtà: oggi si assume ogni due mesi, presto sarà ogni quattro. Tante le novità in proposito presentate alla Conferenza Mondiale sull’AIDS in corso a Monaco


hiv test

I farmaci a lento rilascio detti Long Acting cambiano il voto non solo della malattia, ma anche della prevenzione. Così anche nell’HIV. Nuovi regimi, alcuni già una realtà per il paziente o per chi è a rischio d’infezione, altri in fase di sviluppo: pillole una volta settimanali e iniezioni semestrali. Queste soluzioni cambiano il volto di una malattia storicamente legata all’idea delle pillole, quindi del ricordo di malattia e dello stigma.

“Non dover ricordare quotidianamente di avere un'infezione da HIV. Oggi è già possibile utilizzando la somministrazione Long Acting ogni due mesi”, commenta Antonella Castagna, primario dell'Unità di Malattie Infettive dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Tutto questo era inconcepibile durante le decadi più oscure dell’epidemia, che inevitabilmente legavano il virus al comportamento della persona e al giudizio sociale. Oggi, finalmente, grazie ai farmaci Long Acting, questo legame può sciogliersi.
Oggi si può prevenire l’HIV con una iniezione una volta ogni due mesi. Questa innovazione accoglie in generale un bisogno sulla strategia di profilassi detta PrEP, che per essere di successo richiede aderenza. La Long Acting PrEP, dunque, rappresenta una concreta risposta” aggiunge Silvia Nozza, medico dell'Unità di Malattie Infettive dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Perché Long Acting?
Dai lavori scientifici presentati alla Conferenza Mondiale sull’AIDS in corso a Monaco in Germania dal 22 al 26 Luglio (https://www.iasociety.org/conferences/aids2024) , emerge che le ragioni espresse per scegliere i farmaci Long Acting in HIV sono comuni tra coloro che sono in terapia perché HIV-positivi e coloro che assumono farmaci Long Acting perché vogliono prevenire il virus: poter socializzare di più, quindi essere più inclusi nella microsocietà di riferimento, voler provare nuovi approcci farmacologici, ma anche non doversi portare dietro le pillole e quindi evitare il rischio di doversi rivelare, affrontando praticamente il grande e variegato tema dello stigma, che da sempre ha caratterizzato questa patologia in modo forse più distintivo che altre. 
“Più vicino alla cura”. Parole che si iniziano non solo a sentir dire, ma anche a leggere in qualche titolo di lavori scientifici presentati alla Conferenza Mondiale. Se ci pensiamo bene, Long Acting, per tutte le ragioni sopra scritte, è quanto di più vicino alla cura oggi c’è. Una realtà già usufruibile da pazienti e utenti.
Per non parlare poi del più scontato beneficio da parte dell’utilizzatore di avere maggior flessibilità nell’organizzazione della vita stessa. Pensiamo ai viaggi, agli spostamenti. Si possono evitare episodi di dimenticanza e inavvertito misuso del farmaco.
Vi sono infine alcune popolazioni difficili da trattare, per problematiche di salute mentale piuttosto che per altre condizioni/situazioni che non consentono di dare all’HIV la giusta attenzione: parliamo dell’universo delle popolazioni fragili in senso lato, dai migranti agli utilizzatori di sostanze, dalle persone in povertà a chi non può scegliere di curarsi. Le terapie Long Acting, eliminando l’azione quotidiana dell’assunzione del farmaco, possono contribuire a dare una risposta sociosanitaria a questo mondo.

La tecnologia Long Acting

Ma come è possibile tutto questo? Grazie alla tecnologia di somministrazione dei farmaci ENHANZE®, che consente un rilascio graduale del farmaco attivo direttamente nel flusso sanguigno, nel corso di settimane o mesi, diversamente da quanto avviene per le compresse orali che entrano in circolazione dopo un passaggio nello stomaco e nell’intestino.
Che la rivoluzione Long Acting stia diventando una realtà è anche visibile dal fatto che nei principali consessi scientifici internazionali, le novità e le evidenze sull’argomento Long Acting disponibili alla discussione e dei ricercatori, sono sempre più numerose. 
L’ultima Conferenza sui Retrovirus e sulle Infezioni Opportunistiche (CROI) dello scorso marzo (https://www.croiconference.org/conference/croi-2024/), che si è tenuta a Denver (USA), che è il più importante appuntamento scientifico annuale sulla materia, ha infatti ospitato numerosissime evidenze non solo riguardo a studi clinici tradizionali, ma a studi cosiddetti di vita reale, di pratica clinica. Anche altri antivirali in altri settori sono in sviluppo (epatite B e C), ma sono ancora in fase precoce. L’HIV, come spesso storicamente è stato, è pioniera in questo, essendo i farmaci Long Acting già disponibili.

In Italia…
A maggio 2024 cabotegravir Long Acting per il trattamento dell’HIV ha compiuto il suo secondo compleanno italiano. Il costo di un regime terapeutico Long Acting è sovrapponibile a quello di un regime a somministrazione orale. Le difficoltà nell’accesso a qualunque specialità medicinale nel nostro paese non hanno giovato alla fruibilità di chi ne voleva, o poteva, o doveva usufruire. 
Cabotegravir è ora in fase di valutazione presso l’Agenzia Italiana del Farmaco per la prevenzione dell’HIV: la Long Acting PrEP è infatti reclamata a gran voce dalla Comunità Scientifica e dalle associazioni di pazienti, la cosiddetta Community, come testimoniato dall’ultimo Convegno ICAR di fine Maggio 2024 a Roma (https://www.sanita33.it/www.sanita33.it/terapia/3427/hiv-aifa-approvi-la-long-acting-prep-l-appello-di-clinici-e-pazienti.html).
Tuttavia, la vera sfida dell’accoglimento della rivoluzione Long Acting è oggi rappresentata da un cambio organizzativo del sistema assistenziale, richiesto dalla necessità di dare risposte a pazienti e a persone a rischio di infezione da HIV rendendo le terapie Long Acting davvero fruibili da tutti.

TAG: HIV

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