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Medicina

03 Luglio 2024

Tumore del seno, meno chemioterapia grazie all’oncologia di precisione

Grazie all'innovazione portata dall'oncologia di precisione, è oggi possibile nel tumore del seno posticipare cure aggressive come la chemioterapia. La nuova molecola elacestrant, il primo degradatore selettivo del recettore degli estrogeni attivo per via orale, riduce il rischio di progressione della malattia o di morte 


Tumore del seno, meno chemioterapia grazie all’oncologia di precisione

L’oncologia di precisione si dota di un’arma in più. Grazie all’identificazione di mutazioni nel gene responsabile della sintesi del recettore degli estrogeni (ESR-1), che ne determinano l’attività anche senza il legame con gli estrogeni, sono possibili nuovi trattamenti mirati del carcinoma della mammella metastatico ER+ HER 2-. Il nuovo farmaco elacestrant ha dimostrato finora benefici per le pazienti che presentano la mutazione e hanno già ricevuto una prima linea di terapia antiormonale. Attraverso la terapia orale, per il sottogruppo di persone è quindi possibile posticipare le cure più aggressive come la chemioterapia, riducendo il rischio di progressione della malattia o di morte del 45% rispetto alla terapia endocrina convenzionale. 
La molecola ha già ricevuto l’approvazione negli Stati Uniti dalla Food and drug administration e dall’European medicine agency (Ema) e attende ora il parere dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sebbene in Italia venga somministrata in via compassionevole. I vantaggi terapeutici sono stati illustrati a Roma, in una conferenza promossa dalla Fondazione per la medicina personalizzata.

“Un risultato molto interessante per un gruppo di pazienti che presenta un bisogno terapeutico nuovo, determinato dalla emergenza di un nuovo meccanismo di resistenza alla terapia antiormonale”, commenta Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp). “Il nostro auspicio – aggiunge – è che la terapia divenga presto disponibile anche in Italia per rappresentare una ulteriore opzione di trattamento. Rappresenta una grande innovazione in quanto, al momento, non vi sono trattamenti alternativi in grado di ritardare o limitare l’impiego di chemioterapici nelle pazienti in progressione di malattia dopo trattamento con inibitori delle chinasi ciclino-dipendenti e ormonoterapia”. La chemioterapia, “per quanto sia spesso un trattamento imprescindibile dopo le cicline – precisa Marchetti –, presenta tuttavia effetti collaterali che le pazienti soffrono molto. In questo contesto, si inserisce elacestrant, che ha dimostrato un’efficacia superiore rispetto all’attuale standard di cura nelle pazienti non solo ormonoresistenti ma ciclino-resistenti”. 
“Elacestrant risponde ad un bisogno terapeutico che prima della introduzione dei trattamenti con agenti antiormonali associati agli inibitori delle chinasi ciclino-dipendenti non era noto e presenta un valore terapeutico aggiunto rispetto alle terapie già disponibili. Confidiamo – conclude il professore – che anche l’Agenzia italiana del farmaco riconosca queste innovazioni e che la terapia sia resa rimborsabile nel nostro Paese quanto prima possibile”.
 



Per individuare la mutazione, sarà sufficiente la biopsia liquida, un semplice prelievo di sangue da compiere in tutti i centri di oncologia. Il campione potrà essere analizzato nelle tre sedi individuate a Padova, Milano e Napoli in grado di indicare la mutazione genetica. “Si tratta di un’analisi del sangue che valuta il Dna tumorale circolante ed è un esame utile ai fini sia diagnostici che prognostici. Inoltre, può fornire informazioni anche sulla possibile risposta ad ulteriori trattamenti oncologici con terapie a bersaglio molecolare”, spiega Saverio Cinieri, presidente della Fondazione Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). “Sono – prosegue – più di 2.200 le donne che solo in Italia ogni anno potrebbero giovare dei benefici del nuovo trattamento con elacestrant. È possibile che vi sia una tendenza all’incremento di questo numero già abbastanza rilevante. Infatti, le mutazioni di ESR1, che rappresentano il bersaglio molecolare della molecola, possono raggiungere il 40% dei casi di carcinoma del seno ER+, HER2”.



“Le peculiarità della terapia sono rappresentate anche dall’alta tollerabilità e dalla facilità di somministrazione – spiega in videocollegamento Giuseppe Curigliano, direttore della divisione sviluppo di nuovi farmaci all’Istituto europeo di oncologia di Milano e professore di Oncologia medica all’Università Statale di Milano -. Elacestrant è, infatti, il primo orale degradatore selettivo del recettore degli estrogeni alfa (ER-a) e svolge un’attività contro le mutazioni del gene ESR1. Queste rappresentano un meccanismo di resistenza abbastanza comune dopo trattamenti prolungati con terapie antiormonali convenzionali nei tumori del seno ER-positivi e l’acquisizione delle mutazioni ha un impatto fortemente sfavorevole in termini sia di sopravvivenza libera da progressione che globale. I minori effetti collaterali e l’assunzione orale quotidiana di elacestrant sono poi due elementi che favoriscono l’aderenza terapeutica e contribuiscono al mantenimento della qualità di vita”. 

Per Antonella Iadanza, Patient Advocate di Fondazione IncontraDonna, è importante garantire l’accesso alle terapie. “A noi pazienti interessa molto prendere una pasticca invece che sottoporci alla chemioterapia. In generale l’essere umano vive di speranza e il fatto che esista un nuovo farmaco è importante e dà sollievo. È un test risolutivo tanto più che permette di accedere alla medicina. Bisogna impegnarsi per avere i farmaci. IncontraDonna, da sempre molto attiva nel campo del tumore metastatico del seno, conferma dunque il suo impegno per l’equità delle cure e il diritto alla salute. Il test viene utilizzato non solo per il carcinoma mammario, ma anche per quello del colon-retto, nel melanoma e nel tumore polmonare. Per questi motivi il ricorso alla biopsia liquida deve essere incentivato e favorito in tutte le strutture sanitarie della nostra Penisola”.

TAG: ONCOLOGIA

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