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28 Giugno 2024

Tumore polmonare, disponibile prima terapia target orale per pazienti con mutazione Kras

Sotorasib, la prima terapia target orale specifica per la mutazione Kras p.G12C nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule avanzato, ha ottenuto la rimborsabilità in Italia. La mutazione G12C rappresenta quasi la metà di tutte le mutazioni a carico di Kras


Tumore polmonare, disponibile prima terapia target orale per pazienti con mutazione Kras

Sotorasib, la prima terapia target orale specifica per la mutazione Kras p.G12C nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (Nsclc) avanzato, ha ottenuto la rimborsabilità in Italia. La mutazione G12C rappresenta quasi la metà di tutte le mutazioni a carico di Kras, rappresentando il 12-13% dei casi totali nel Nsclc. Se ne è parlato a Milano in un incontro sui progressi nella terapia del Nsclc avanzato.

Silvia Novello, direttore Unità Oncologia toracica, San Luigi di Orbassano (TO) e Ordinario di Oncologia medica, Università degli studi di Torino, ha commentato: «Sotorasib è il precursore di una nuova generazione di terapie target per i pazienti con mutazione Kras p.G12C. Sotorasib riduce del 34% il rischio di progressione della malattia e raddoppia il tasso di sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi; dati importanti in grado di dare una risposta a una grande bisogno ancora non soddisfatto per i pazienti, finora trattati con la sola chemioterapia. La terapia orale è in linea di massima ben accettata dai pazienti già esposti anche ad altre cure, magari per patologie croniche pregresse. Rappresenta un valore aggiunto in termini di qualità di vita e in questo momento storico lo è sicuramente anche per l’organizzazione dell’attività nei Day Hospital oncologici». Riguardo al meccanismo d’azione del farmaco, ha spiegato Novello, «la proteina Kras è implicata nel controllo della proliferazione cellulare, oscillando tra uno stato attivo e uno inattivo. Se mutata, rimane perennemente in uno stato attivo, determinando così la crescita delle cellule tumorali. Sotorasib si lega in maniera irreversibile alla proteina mutata Kras p.G12C bloccandola nel suo stato inattivo, inibendo, quindi, la segnalazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali, inibendo la crescita cellulare e favorendo l’apoptosi in modo selettivo nei tumori che esprimono questa mutazione.

Umberto Malapelle, del dipartimento di Sanità pubblica, Laboratorio di Patologia molecolare predittiva, Università Federico II di Napoli, ha spiegato: «La profilazione molecolare è determinante per questa neoplasia e il sequenziamento genico di nuova generazione (Ngs Next generation sequencing) consente di caratterizzare simultaneamente tutte le alterazioni in geni differenti, che fungono da marcatori per questa tipologia di pazienti. Sulla base dell’identikit genetico è possibile in 5 casi su 10 accedere a cure mirate, come nel caso dei pazienti con mutazione Kras p.G12C che da oggi hanno a disposizione sotorasib, prima terapia target per una maggiore aspettativa e una migliore qualità di vita. L’accesso a questo tipo di diagnostica (Ngs) è migliorato nel corso degli anni grazie a un aumento del numero dei centri presenti sul territorio nazionale, anche se non è ancora garantito al 100%. Si rende necessario ed è auspicabile un impegno collettivo, affinché tutti i pazienti possano usufruire di questa tecnologia innovativa». L’individuazione di questa mutazione, tuttavia, ha precisato Malapelle, «deve essere fatta necessariamente nel contesto della caratterizzazione di altri marcatori, come per esempio Egfr, Braf, Alk, Ros, Ret, Ntrk, ognuno dei quali provvisto della propria terapia target, motivo per cui si parla di “profilo”. Si deve inoltre evidenziare la necessità di salvaguardare il tessuto prelevato anche per valutare l’eventuale espressione di Pd- L1, un altro marcatore che permetterebbe di impostare al meglio il trattamento per il paziente».
«La prima terapia mirata orale per la mutazione Kras p.G12C apre nuove prospettive a questi pazienti» ha confermato Stefania Vallone, Walce (Women against lung cancer in Europe) Onlus. Infatti, «consente di ridurre i tempi necessari per il trattamento, perché non obbliga a trascorrere ore all’interno dell’ospedale per la chemioterapia permettendo ai pazienti di dedicare più tempo alla famiglia, al lavoro, alla vita sociale. Un tempo prezioso che alimenta anche la speranza di vedere la ricerca raggiungere nuovi traguardi».

«Kras ha rappresentato fin qui una storia di studi infruttuosi lunga oltre 30 anni. Grazie alla determinazione nel guidare uno dei programmi di sviluppo più rapidi della nostra storia, abbiamo reso disponibile ai pazienti sotorasib, primo inibitore di Kras p.G12C, segno tangibile dell’innovazione di cui è portatrice la ricerca farmaceutica» ha ricordato Alessandra Brescianini, direttore medico Amgen Italia. «Questo traguardo rappresenta il primo passo di Amgen in un’area terapeutica insidiosa come quella del tumore al polmone non a piccole cellule avanzato. Prosegue infatti anche in questa area il nostro impegno ad aprire nuovi sentieri, per scoprire soluzioni terapeutiche in grado di estendere e migliorare la qualità di vita delle persone che si confrontano ogni giorno con la malattia».

TAG: ONCOLOGIA

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