Sla
28 Gennaio 2026La videoserie racconta l’impatto della disfagia nella sclerosi laterale amiotrofica e le strategie di alimentazione adattata

La videoserie “A cena con la Sla”, promossa da Aisla e Slafood con il contributo scientifico dei Centri Clinici Nemo e il supporto non condizionante di Zambon, racconta le storie di persone con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e disfagia. Il progetto è dedicato a Mais Nouriev, ballerino e coreografo recentemente scomparso, e propone tre episodi disponibili sui canali social e sui siti delle associazioni.
Secondo i dati riportati in un comunicato, circa tre pazienti su quattro con sclerosi laterale amiotrofica convivono con la disfagia, con una progressiva difficoltà a deglutire che può ridurre il piacere del pasto e la condivisione dei momenti conviviali. La videoserie, composta da tre episodi e disponibile sui siti e sui canali social di Aisla e Slafood, racconta le storie di Mais, Catia e Stefano, partendo dal loro “piatto del cuore” e dalle passioni personali.
In ogni puntata lo chef Roberto Carcangiu, presidente dell’Associazione professionale cuochi italiani e vicepresidente di Slafood, rielabora le ricette in una versione a consistenza modificata, adatta anche alle persone con disfagia. I contenuti sono arricchiti dal commento di Davide Rafanelli, presidente di Slafood e consigliere nazionale di Aisla, e dal contributo scientifico della neurologa Federica Cerri, referente area Sla del Centro Clinico Nemo di Milano e membro della Commissione medico-scientifica di Aisla.
“La Sla è una ladra di sogni, perché stravolge la vita e sottrae il futuro delle persone. Le storie protagoniste di ‘A cena con la Sla’ testimoniano la capacità di trovare nuovi stimoli nella quotidianità”, afferma Rafanelli. Cerri sottolinea che “il compito dei neurologi è garantire una dimensione di cura multidisciplinare, capace di assistere il paziente nei suoi bisogni e di costruire una quotidianità il più possibile autonoma e dignitosa”.
Nel progetto è presente anche il contributo di Zambon. “Abbiamo voluto mettere la tavola al centro di questo progetto per trasformarla da ostacolo a simbolo positivo di coraggio e resistenza per chi vive con la Sla – dichiara Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera – Il nostro impegno passa attraverso la ricerca e l’innovazione scientifica, ma anche mediante iniziative che aumentino la conoscenza della malattia e migliorino la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie”.
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