Farmaci
01 Marzo 2024 Per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule di stadio III non operabile e con mutazione del gene Egfr, arriva una nuova opportunità terapeutica: la molecola osimertinib ha infatti dimostrato un notevole beneficio in termini di sopravvivenza libera dalla progressione della malattia
Per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non operabile e con mutazione del gene Egfr, arriva una nuova opportunità terapeutica: la molecola osimertinib ha infatti dimostrato un notevole beneficio per questi pazienti in termini di sopravvivenza libera dalla progressione della malattia. La molecola è il primo inibitore di Egfr e la prima terapia target a dimostrare un beneficio per questo gruppo di pazienti, come evidenzia lo studio di Fase III LAURA. Ogni anno si stima che 2,4 milioni di persone a livello globale ricevano una diagnosi di tumore del polmone, di cui l'80-85% risulta non a piccole cellule, la forma più comune di tumore del polmone. Circa il 10-15% dei pazienti con Nsclc negli Stati Uniti e in Europa, e il 30-40% in Asia, presenta la mutazione Egfr. Più di un paziente su sei con Nsclc riceve la diagnosi di malattia di stadio III non resecabile (15%). "I risultati positivi dello studio LAURA rappresentano una importante notizia e potrebbero rappresentare un ulteriore passo avanti per questi pazienti, per i quali esiste ancora un grande bisogno clinico e ad oggi non è disponibile una terapia mirata", afferma Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano e presidente di Aiot (Associazione Italiana di Oncologia Toracica). L'efficacia di osimertinb è stata confermata anche nel trattamento di prima linea di una diversa popolazione di pazienti. "Nello studio FLAURA2 - sottolinea de Marinis - condotto in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico e con mutazione di Egfr, osimertinib in combinazione con chemioterapia ha evidenziato un vantaggio di circa 9 mesi in più in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia rispetto al solo osimertinib, che costituisce lo standard di cura globale in prima linea. La combinazione ha ridotto il rischio di progressione di malattia o morte del 38% e, a due anni, il 57% dei pazienti non presentava progressione di malattia rispetto al 41% con solo osimertinib". Questi dati, conclude de Marinis, "costituiscono un ulteriore passo avanti nella prima linea di trattamento della malattia metastatica con mutazioni di Egfr e l'approvazione da parte di Fda conferma osimertinib come terapia fondamentale del tumore del polmone con mutazione Egfr sia in monoterapia che in combinazione con chemioterapia e ci auguriamo che possa essere approvato presto anche in Europa".
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
31/07/2026
L'associazione commenta l'ordinanza del Tar Lazio che ha rimesso alla Corte costituzionale la disciplina del payback sugli acquisti diretti. "Il principio potrebbe avere ricadute anche sul comparto...
31/07/2026
Il presidente della Commissione per la sicurezza interna del Congresso annuncia che metterà ai voti l’incriminazione dell’immunologo Anthony Fauci, rifiutatosi di deporre sulle origini...
31/07/2026
Accertato uno sfondamento della spesa per acquisti diretti di 4,76 miliardi di euro. Le aziende farmaceutiche potranno presentare osservazioni fino al 14 settembre
31/07/2026
La Federazione critica l'ipotesi di rinnovo del contratto 2025-2027: "Non riconosce in modo equo competenze, responsabilità e carichi di lavoro"
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)