Medicina
24 Novembre 2023Il quadro emerso nel corso del primo, degli otto tavoli tecnici, organizzato in Lombardia all’interno di “Make RLT reality”, il progetto realizzato da Advanced Accelerator Applications – AdAcAp, azienda parte del gruppo Gruppo Novartis, in collaborazione con Edra S.p.A
La terapia con radioligandi ad oggi in Lombardia è disponibile in un numero insufficiente di centri, le risorse umane e tecnologiche attuali dovrebbero essere incrementate al fine di garantire un appropriato accesso a questa terapia.
È questo il quadro emerso nel corso del primo, degli otto tavoli tecnici, organizzato in Lombardia all’interno di “Make RLT reality”, il progetto realizzato da Advanced Accelerator Applications – AdAcAp, azienda parte del gruppo Gruppo Novartis, in collaborazione con Edra S.p.A.
“Il sistema sanitario nazionale oggi vede distribuite sul territorio 106 medicine nucleari di cui 47 sono dotate di stanze per la degenza. Trentaquattro sono attive per la somministrazione della RLT – ha spiegato nel corso dell’incontro Arturo Chiti, il direttore di Medicina Nucleare dell’Ospedale San Raffaele di Milano – 13 sono tecnicamente in grado di eseguire la RLT ma per diverse ragioni non hanno ancora iniziato”.
“I dati epidemiologici disponibili indicano che in regione Lombardia ci siano circa 1000 pazienti all’anno affetti da tumore alla prostata che potrebbero beneficiare della RLT secondo indicazione” – ha precisato Chiti – “A questi si aggiungono circa 600 pazienti all’anno affetti da tumori neuro endocrini. Sebbene questi dati lascino pensare che sarà necessario un ampliamento di risorse è anche importante iniziare ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse esistenti”.
Il direttore di Medicina Nucleare dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha poi suggerito come strategia per ottimizzare le risorse disponibili: “La creazione di un sistema di rimborso dedicato.”
Per Carlo Nicora, Direttore generale dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, e vicepresidente FIASO, “Il PNRR ha dato risorse aggiuntive per le strutture sanitarie, anche di Medicina nucleare. È fondamentale fare un’analisi del bisogno e dell’offerta in ogni territorio, definendo se il bisogno sia appropriato e riconosciuto secondo criteri condivisi. Il secondo aspetto da definire riguarda la terapia. È necessaria prima di tutto un’analisi della capacità, in termini di risorse umane, per trattare con la RLT i pazienti eleggibili. Il problema delle risorse umane, a mio avviso, è più rilevante rispetto alla dotazione tecnologica. Per quanto riguarda, poi, la creazione del DRG – ha proseguito il Direttore generale dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano - si potrebbe lavorare come è stato fatto per le CAR-T. In particolare, dovrebbe essere eseguita un’analisi dei costi. Sicuramente, se questa attività verrà svolta in regime ambulatoriale o di Day Hospital si potrebbe arrivare alla definizione di un rimborso specifico”.
Carlo Borghetti, consigliere regionale e membro della Commissione Sanità della Regione Lombardia, nel suo intervento ha detto: “È molto importante l’obiettivo del progetto che è rappresentato fondamentalmente dalla promozione di un percorso di standardizzazione della RLT sul territorio nazionale. Infatti, si commetterebbe un errore promuovendo modalità diverse di implementazione della RLT, da Regione a Regione. Partendo da questa premessa le Regioni devono inserire la RLT in una programmazione strutturata. A livello legislativo, il nuovo Piano Socio Sanitario della Regione Lombardia potrebbe prevedere l’inserimento di un capitolo sulla Medicina Nucleare e, in particolare, sullo sviluppo di terapie innovative, tra cui la RLT. Sarebbe auspicabile – ha poi aggiunto - la creazione di una rete tra Centri, già attivati e in fase di attivazione”.
Gli interlocutori intervenuti al tavolo tecnico hanno sottolineato alcune aree di miglioramento:
· Il rinnovamento tecnologico dovrà essere ottimizzato alla luce degli sviluppi della RLT.
· È necessario rendere più efficiente il percorso diagnostico dei pazienti per i quali si trova indicazione per la terapia con i radioligandi.
· La necessità di risorse umane adeguatamente preparate deve essere considerata una priorità.
· Allo stato attuale, le risorse economiche necessarie per affrontare i diversi aspetti legati all’accesso alla terapia sono limitate.
· Si raccomanda un’analisi di processo per identificare tutti i possibili ostacoli all’accesso alla terapia con radioligandi.
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