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09 Giugno 2023 Roche ha annunciato che, al Congresso della European Hematology Association, in corso a Francoforte, in Germania, dall’8 all’11 giugno 2023, sono stati presentati risultati positivi degli studi globali di fase III COMMODORE 1 e 2, volti a valutare l’efficacia e la sicurezza di crovalimab, un nuovo anticorpo monoclonale anti-C5 riciclante sperimentale, rispetto a eculizumab
Roche ha annunciato che, al Congresso della European Hematology Association (EHA), in corso a Francoforte, in Germania, dall’8 all’11 giugno 2023, sono stati presentati risultati positivi degli studi globali di fase III COMMODORE 1 e 2, volti a valutare l’efficacia e la sicurezza di crovalimab, un nuovo anticorpo monoclonale anti-C5 riciclante sperimentale, rispetto a eculizumab, uno degli attuali standard di cura nell’emoglobinuria parossistica notturna (EPN).
“Grazie alla possibilità dell’autosomministrazione sottocutanea, crovalimab potrebbe soddisfare le esigenze delle persone affette da EPN e dei loro caregiver, che ancora permangono”, ha dichiarato Levi Garraway, M.D., Ph.D., Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “I dati degli studi COMMODORE saranno presentati alle autorità regolatorie in tutto il mondo”.
L’EPN è una malattia ematologica rara e potenzialmente letale, nella quale i globuli rossi vengono distrutti dal sistema del complemento, parte integrante dell’immunità innata, causando sintomi come anemia, affaticamento, trombi e nefropatia. Gli inibitori del C5 si sono dimostrati efficaci nel trattamento di questa patologia. Crovalimab è stato concepito per essere reimmesso in circolo (“riciclato”), consentendo un’inibizione prolungata del complemento attraverso la somministrazione sottocutanea (s.c.) a basse dosi ogni quattro settimane.
Roche ha inoltre presentato i dati preliminari dello studio COMMODORE Burden of Illness, i quali suggeriscono che, nonostante i trattamenti con inibitori del C5 attualmente disponibili, le persone con EPN continuano a manifestare un notevole carico di malattia, che può tradursi in una ridotta qualità di vita e in costi elevati. Tali dati indicano che le persone con EPN potrebbero trarre beneficio da opzioni terapeutiche alternative.
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