Tumori
10 Aprile 2026Presentata la campagna “Insieme di Insiemi”: 15 diagnosi al giorno e criticità su diagnosi precoce e accesso ai centri specializzati

Ogni giorno in Italia 15 donne ricevono una diagnosi di tumore dell’ovaio. Il dato è stato presentato durante la conferenza stampa di lancio della campagna “Insieme di Insiemi”, promossa dai gruppi MITO e MANGO con associazioni di pazienti e clinici, con il supporto non condizionante di Abbvie e Pharma&.
Il carcinoma ovarico resta una delle neoplasie ginecologiche a maggiore impatto clinico, con una sopravvivenza a cinque anni del 43% e circa 5.400 nuove diagnosi ogni anno. La criticità principale è rappresentata dalla diagnosi tardiva, legata a sintomi aspecifici e all’assenza di programmi di screening dedicati.
“Il tumore delle ovaie è associato ancora oggi a un’elevata mortalità, causata sia da sintomi aspecifici attribuibili a numerose patologie, sia dall’assenza di screening dedicati”, ha dichiarato Sandro Pignata, direttore della divisione di oncologia medica del dipartimento di uro-ginecologia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e fondatore del gruppo MITO. I sintomi più frequenti includono gonfiore addominale e dolore pelvico; in presenza di disturbi persistenti per più di due o tre settimane è indicata la valutazione ginecologica con palpazione ed ecografia.
Sul piano della prevenzione, solo le donne con mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 possono accedere a strategie preventive specifiche tramite test genetico. Altri fattori di rischio indicati comprendono infertilità, assenza di gravidanze o prima gravidanza dopo i 35 anni, oltre alla familiarità per tumori ovarici, mammari, del colon o dell’endometrio.
“Dal 2021 a oggi abbiamo assistito a una riduzione del tasso di mortalità, legata ai trattamenti innovativi e alle terapie di mantenimento in prima linea”, ha affermato Giusy Scandurra, direttore UOC Oncologia medica dell’Ospedale Cannizzaro di Catania. La chirurgia mantiene un ruolo centrale, risultando curativa nel 70% dei casi se associata a chemioterapia adiuvante, mentre le recidive si osservano nel 25-30% delle pazienti.
Accanto agli aspetti clinici, emerge una criticità organizzativa rilevante. Secondo i dati presentati da ACTO Italia, solo il 27% delle pazienti sceglie il centro in base alla specializzazione in ginecologia oncologica: su circa 5.400 nuove diagnosi, circa 1.500 donne arrivano consapevolmente a centri altamente specializzati, mentre quasi 4.000 iniziano il percorso in strutture non dedicate.
La campagna punta a rafforzare l’informazione, promuovere percorsi di cura più appropriati e uniformi e portare il tema all’attenzione delle istituzioni. Tra le iniziative previste, una piattaforma informativa, attività di sensibilizzazione, webinar e una conferenza istituzionale al Senato in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico dell’8 maggio.
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