Login con

Prevenzione

04 Novembre 2026

Prevenzione, controlli poco regolari nonostante l'attenzione alla salute. L’indagine

Un'indagine AstraRicerche su 1.004 adulti rileva un divario tra l'attenzione dichiarata alla salute e la regolarità dei controlli preventivi


medico parla con paziente

Il 61,7% degli italiani tra 18 e 60 anni presenta un livello nullo o basso di regolarità nei controlli preventivi, nonostante l'85,6% dichiari di occuparsi attivamente e con continuità della propria salute. È quanto emerge dall'indagine “La salute nel tempo: atteggiamenti, valori e scenari del futuro”, realizzata da AstraRicerche per Fondazione Pfizer.

La ricerca è stata condotta attraverso 1.004 interviste online, effettuate dal 21 al 25 luglio 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra 18 e 60 anni. Soltanto l'11,4% degli intervistati raggiunge un livello alto nell'indicatore relativo alla regolarità dei controlli preventivi.

Tra le principali preoccupazioni per il futuro emerge la perdita di autonomia e autosufficienza, indicata dal 70,3% del campione. Il 53,9% convive direttamente, oppure attraverso una persona cara, con una patologia seria, cronica o invalidante. Il 20,5% assiste attualmente una persona non autosufficiente o con gravi problemi di salute, mentre un ulteriore 36,3% lo ha fatto negli ultimi cinque anni.

L'indagine rileva inoltre che per il 46,9% degli intervistati l'attenzione alla salute è stata attivata o intensificata da una patologia propria o di una persona cara, oppure dall'esito di un controllo.

«I risultati mettono in luce un doppio paradosso», osserva Cosimo Finzi, direttore e amministratore delegato di AstraRicerche. Secondo Finzi, la conoscenza dei comportamenti utili alla salute non sempre si traduce in controlli regolari e abitudini mantenute nel tempo.

Un capitolo della ricerca riguarda l'intelligenza artificiale. Il 50,5% degli intervistati dichiara di averla già utilizzata per cercare informazioni sanitarie, interpretare referti o valutare sintomi. Di fronte a una diagnosi formulata da un algoritmo sulla base dei propri dati clinici, il 46,1% sceglierebbe di affidarsi al medico, il 23,3% all'intelligenza artificiale e il 30,6% rimarrebbe incerto.

Barbara Capaccetti, presidente di Fondazione Pfizer, spiega che l'indagine accompagna una nuova fase dell'impegno della Fondazione, orientata a promuovere progetti di prevenzione e a favorire comportamenti continuativi nella popolazione.

La Fondazione raccoglie durante tutto l'anno proposte progettuali dedicate alla salute e al benessere dei cittadini. Per il 2026, le candidature presentate entro fine novembre saranno valutate anche in relazione alla prevenzione. Dal 2027 il tema sarà esplicitamente indicato nel bando. Le proposte sono riservate a enti e istituzioni pubbliche o soggetti assimilati e non devono riguardare specifiche aree terapeutiche o prodotti.

 

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

04/11/2026

Il sindacato contesta gli interventi su indennità e prestazioni aggiuntive e chiede di destinare alla sanità pubblica le risorse previste per la Carta over 75

04/11/2026

Fondazione Alzheimer Italia e Alzheimer Uniti Italia chiedono un emendamento per finanziare il Piano e chiarimenti sulla destinazione dei 100 milioni previsti per il 2027

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top