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02 Novembre 2026Secondo la Fondazione, nel triennio 2027-2029 aumenta la distanza tra finanziamento del Ssn e spesa programmata

Nel triennio 2027-2029 il divario tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria prevista raggiungerà complessivamente 25,8 miliardi di euro. È quanto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge di Bilancio 2027, diffusa il 2 novembre. Secondo la Fondazione, l'incremento nominale delle risorse non sarà sufficiente a mantenere stabile il peso del finanziamento sanitario rispetto al Pil, mentre crescerà la pressione sui bilanci delle Regioni.
Il divario è calcolato confrontando le risorse del Fondo sanitario con le previsioni di spesa contenute nel Documento programmatico di finanza pubblica 2026. La spesa sanitaria è stimata al 6,3% del Pil per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029. La differenza rispetto al finanziamento previsto ammonterà a 5,4 miliardi nel 2027, 8,5 miliardi nel 2028 e 11,8 miliardi nel 2029. Si tratta di uno scostamento tra due grandezze di finanza pubblica, non di una riduzione nominale degli stanziamenti.
Il Fondo sanitario raggiungerà 146,3 miliardi di euro nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029. La sua incidenza sul Pil, tuttavia, passerà dal 6,14% del 2026 al 6,11% nel 2027, per poi scendere al 5,98% nel 2028 e al 5,87% nel 2029.
«Il Fondo sanitario continua ad aumentare, raggiungendo nel 2027 il valore più alto di sempre. Ma dietro gli annunci di questo nuovo record si nasconde una realtà ben diversa: la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità torna a diminuire, fino a toccare nel 2029 il valore più basso di sempre», osserva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.
L'analisi richiama anche la situazione dei bilanci regionali. Secondo i dati della Corte dei conti citati dalla Fondazione, nel 2025 il disavanzo sanitario delle Regioni, prima delle coperture, ha raggiunto circa 2,3 miliardi di euro, con un incremento di 795,2 milioni rispetto all'anno precedente, pari al 51,8%. Per Gimbe, la distanza crescente tra finanziamento e spesa prevista rischia di aggravare le difficoltà delle amministrazioni regionali nel garantire i Livelli essenziali di assistenza.
La Fondazione richiama inoltre il rapporto tra finanziamento sanitario e ricchezza nazionale nel corso della legislatura. Rispetto al 2022, il Fondo sanitario aumenterà nominalmente di 20,9 miliardi nel 2027. Secondo i calcoli Gimbe, mantenendo costante il rapporto Fondo/Pil del 2022, pari al 6,27%, il Ssn avrebbe potuto disporre di circa 22,7 miliardi aggiuntivi nel periodo 2023-2027.
È questa la base del concetto di «tagli invisibili» utilizzato dalla Fondazione: non una diminuzione degli stanziamenti in valore assoluto, ma una minore disponibilità di risorse rispetto a quella che sarebbe derivata dal mantenimento della precedente incidenza sul Pil.
«La Manovra 2027 conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al Ssn un rafforzamento strutturale», afferma Cartabellotta. La valutazione della Fondazione si concentra quindi sulla sostenibilità del finanziamento nel medio periodo, oltre che sull'entità degli incrementi annuali.
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