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Europa

03 Novembre 2026

Salute dei giovani, Eurostat: quasi nove su dieci si sentono bene. Le differenze per reddito

Nel 2025 l'89,7% dei giovani europei tra 16 e 29 anni giudica buona o molto buona la propria salute


giovani atleti

Quasi nove giovani europei su dieci giudicano buona o molto buona la propria salute, ma la percezione varia in relazione al reddito familiare. Nel 2025 l'89,7% dei cittadini dell'Unione europea tra 16 e 29 anni ha espresso una valutazione positiva del proprio stato di salute, contro il 67,9% della popolazione complessiva dai 16 anni in su. È quanto emerge dai dati pubblicati il 26 ottobre 2026 da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea.

La quota di giovani che dichiarano una salute buona o molto buona è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni, con una lieve diminuzione rispetto al 2021, quando raggiungeva il 91,1%. Nel 2025 si registra anche una differenza tra uomini e donne: il 90,9% dei giovani uomini esprime una valutazione positiva, rispetto all'88,4% delle giovani donne.

Uno degli elementi evidenziati da Eurostat riguarda il rapporto tra condizioni economiche e salute percepita. Tra i giovani appartenenti alle famiglie con i redditi più bassi, l'85,6% dichiara una salute buona o molto buona. La percentuale sale al 93,7% tra coloro che vivono nelle famiglie con i redditi più elevati, con una differenza di 8,1 punti percentuali.

Il confronto utilizza i quintili di reddito, che suddividono la popolazione in cinque gruppi sulla base del reddito disponibile equivalente delle famiglie. Il primo quintile comprende il 20% della popolazione con i redditi più bassi, mentre il quinto comprende il 20% con quelli più elevati. Il calcolo tiene conto della composizione e delle dimensioni del nucleo familiare.

Emergono differenze anche tra gli Stati membri. In 14 Paesi dell'Unione europea oltre il 90% dei giovani tra 16 e 29 anni valuta positivamente la propria salute. Le percentuali più elevate si registrano in Romania (98,2%), Grecia (98,1%) e Croazia (95,9%). All'estremo opposto si collocano Svezia (74,4%), Paesi Bassi (79,8%) e Finlandia (81,4%).

L'indicatore utilizzato da Eurostat misura la salute autopercepita, cioè la valutazione complessiva che ciascun intervistato fornisce delle proprie condizioni di salute. Si tratta di una misura soggettiva che, secondo la definizione metodologica dell'istituto, può comprendere diversi aspetti della salute, inclusi sintomi fisici e psicologici.

I risultati descrivono quindi la percezione individuale dello stato di salute e non una valutazione clinica delle condizioni dei giovani. I dati consentono di confrontare le risposte per età, genere, reddito e Paese di residenza, senza misurare direttamente la presenza di patologie o la qualità dell'assistenza sanitaria ricevuta.

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