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16 Luglio 2026

Liste d'attesa, Salutequità: solo due Regioni rispettano i tempi massimi per visite ed esami

L'analisi dei dati della Piattaforma nazionale sulle liste d'attesa evidenzia che, nei primi cinque mesi del 2026, solo Basilicata e Marche raggiungono la soglia per le prime visite


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A due anni dall'approvazione della legge sulle liste d'attesa, solo due Regioni risultano pienamente adempienti nel rispetto dei tempi massimi previsti per le prime visite e due per gli esami diagnostici. È quanto emerge da un'analisi realizzata da Salutequità sui dati della Piattaforma nazionale sulle liste d'attesa gestita da Agenas, aggiornati al periodo gennaio-maggio 2026.

Secondo l'analisi, Basilicata e Marche sono le uniche Regioni che garantiscono il rispetto dei tempi massimi per le prime visite con classi di priorità B (10 giorni), D (30 giorni) e P (120 giorni) in almeno il 90% dei casi, soglia prevista dal Piano nazionale di governo delle liste d'attesa. Per gli esami diagnostici risultano invece pienamente adempienti Basilicata e Veneto.

Per le visite specialistiche, il Veneto raggiunge la soglia per le classi B e P ma rimane lievemente al di sotto per la classe D. Anche il Lazio si avvicina alla soglia per le classi B e D ed è pienamente adempiente per la classe P. Più distanti dall'obiettivo risultano, secondo Salutequità, Puglia, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo.

L'analisi evidenzia inoltre che, a livello nazionale, la soglia del 90% viene superata in media soltanto nell'area oncologica (95,9%), mentre restano inferiori dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica (66,6%) e urologia (68,7%).

Per gli esami diagnostici, oltre a Basilicata e Veneto, le maggiori criticità riguardano Umbria, Sicilia, Puglia, Provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo.

Secondo Tonino Aceti, presidente di Salutequità, i dati "restituiscono un quadro di un'Italia che ha grandi difficoltà a garantire il diritto dei cittadini ad ottenere un accesso tempestivo alle cure e con profonde differenze tra Regioni".

Lo stesso Aceti invita tuttavia a interpretare i risultati con cautela. La piattaforma monitora infatti 55 prestazioni di specialistica ambulatoriale su un totale di 2.108 prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), pari al 2,61% del totale. Inoltre, osserva Salutequità, alcune Regioni presentano una distribuzione delle classi di priorità diversa dalle altre, elemento che può influenzare la lettura dei dati.

L'associazione propone infine un rafforzamento della Piattaforma nazionale, chiedendo l'aggiornamento in tempo reale dei dati, l'estensione del numero di prestazioni monitorate, una maggiore trasparenza sulle performance regionali e l'inserimento di informazioni sui percorsi di tutela dei cittadini e sugli ambiti territoriali di garanzia.

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