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Fine vita

16 Luglio 2026

Fine vita, la Francia approva la legge sull'aiuto a morire. Ecco cosa prevede

L'Assemblea nazionale francese ha approvato la legge che introduce il cosiddetto “diritto all'aiuto a morire”


flebo

L'Assemblea nazionale francese ha approvato la legge che introduce il cosiddetto "diritto all'aiuto a morire", al termine di un iter parlamentare durato quasi due anni. Il provvedimento è stato approvato con 291 voti favorevoli e 241 contrari e dovrà ora essere sottoposto al controllo del Consiglio costituzionale prima della promulgazione.

Il presidente Emmanuel Macron ha definito il voto il mantenimento di un impegno assunto nel 2022 "su una questione intima e grave", ringraziando i parlamentari per un dibattito "costruttivo e rispettoso".

La legge autorizza per la prima volta in Francia il suicidio medicalmente assistito. La regola generale prevede che sia il paziente ad autosomministrarsi la sostanza letale. Solo quando la persona non sia fisicamente in grado di compiere il gesto potrà intervenire un medico oppure un infermiere volontario.

Il testo individua cinque condizioni per poter accedere alla procedura. Il richiedente dovrà essere maggiorenne, avere la nazionalità francese oppure risiedere stabilmente nel Paese, essere affetto da una patologia grave e incurabile con prognosi vitale compromessa in fase avanzata o terminale, presentare una sofferenza refrattaria alle terapie oppure giudicata insopportabile ed essere capace di esprimere una volontà libera e consapevole.

La decisione sarà assunta da un medico dopo aver consultato almeno un collega specialista e un professionista sanitario che conosca il paziente. Il testo prevede inoltre la possibilità di obiezione di coscienza per medici e infermieri.

La riforma nasce dal percorso avviato con la Convenzione cittadina sul fine vita convocata dall'Eliseo quattro anni fa. Dopo il fallimento del primo progetto di legge, dovuto anche allo scioglimento dell'Assemblea nazionale nel 2024, il Governo ha ripreso l'iter utilizzando la procedura costituzionale che attribuisce all'Assemblea nazionale l'ultima parola in caso di mancato accordo con il Senato.

Secondo i promotori, la legge introduce un modello "equilibrato" e sottoposto a rigorosi controlli. Gli oppositori contestano invece l'ampiezza dei criteri previsti, in particolare il riferimento alla malattia in fase avanzata, e ritengono che la norma possa esercitare una pressione indiretta sui pazienti più fragili.

La Conferenza episcopale francese ha ribadito la propria contrarietà al provvedimento, sostenendo che "non ci si prende cura della vita dando la morte". Prima dell'entrata in vigore, la legge dovrà superare il vaglio del Consiglio costituzionale.

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