Autosufficienza
17 Luglio 2026Sessantuno organizzazioni chiedono nuove risorse per dare piena attuazione alla riforma della non autosufficienza

Un miliardo di euro aggiuntivo nella legge di Bilancio 2027 per rilanciare la riforma della non autosufficienza. È la richiesta avanzata dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, rete che riunisce 61 organizzazioni, che sollecita Governo e Parlamento a finanziare un primo pacchetto di interventi per dare piena attuazione alla legge 33 del 2023 e rafforzare l'assistenza a circa 4 milioni di anziani fragili.
Le proposte si concentrano su quattro priorità: semplificare l'accesso alle procedure, sviluppare un'assistenza domiciliare personalizzata per anziani e caregiver, potenziare la rete delle residenze sanitarie assistenziali e rivedere la Prestazione universale. Secondo il Patto, il nuovo stanziamento dovrebbe rappresentare il primo passo per trasformare in interventi concreti la riforma approvata nel 2023.
«Con 10 milioni di persone coinvolte ogni giorno in Italia nell'assistenza tra anziani, familiari, caregiver e operatori siamo di fronte a un'emergenza sociale che tocca nel profondo il tessuto del nostro Paese», affermano i coordinatori del Patto, Cristiano Gori ed Eleonora Vanni. «Chiediamo che, con lo stesso spirito bipartisan che ha portato all'approvazione della riforma nel 2023, le forze politiche si uniscano per mettere a terra un programma di interventi progressivi ma concreti».
A sostegno della richiesta, il Patto richiama alcune criticità del sistema attuale. Per ottenere il riconoscimento dell'invalidità e i relativi benefici sono necessari da cinque a sei passaggi amministrativi. L'assistenza domiciliare garantisce in media 16 ore l'anno per anziano, contro le circa 150 ore della Danimarca. Sul fronte della residenzialità, sono circa 270.000 le persone in lista d'attesa a fronte di 300.000 posti letto disponibili nelle RSA. Inoltre, l'indennità di accompagnamento, sottolineano i promotori, attende una riforma organica da 45 anni.
La richiesta arriva dopo le valutazioni espresse dal Patto sul Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, giudicato insufficiente a tradurre in pratica gli obiettivi della riforma, pur introducendo criteri di riparto delle risorse ritenuti più equi.
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