Dispositivi medici
23 Aprile 2026Doppia survey presentata a Expo Sanità di Bologna da Confindustria Dispositivi Medici e associazioni di settore: tempi lunghi, burocrazia e limiti del sistema tra le principali criticità

Oltre otto pazienti su dieci incontrano difficoltà nel percorso per ottenere ausili e protesi attraverso il Servizio sanitario nazionale, mentre il 63% ha sostenuto spese personali per ottenerli o utilizzarli. È quanto emerge da una doppia survey su pazienti, caregiver e professionisti sanitari dell’assistenza protesica, presentata il 23 aprile a Expo Sanità di Bologna dal Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici e promossa da AITO con altre associazioni di settore.
Secondo l’indagine, tra le principali criticità segnalate dai pazienti figurano i tempi di attesa troppo lunghi, indicati dal 56,5% degli intervistati, e le procedure burocratiche complesse, citate dal 51,1%. Il 65,2% dichiara inoltre di sentirsi poco informato sulle possibili soluzioni disponibili.
Nonostante queste difficoltà, l’84,8% dei pazienti si dichiara soddisfatto dell’ausilio ricevuto, ritenuto utile per i bisogni quotidiani e per il miglioramento della qualità di vita. Gli ausili considerati comprendono dispositivi per prevenzione e terapia, ortesi e protesi, ausili per la mobilità, per la statica e per la cura personale.
L’indagine evidenzia anche criticità nella personalizzazione delle forniture. Pur in presenza di una valutazione preventiva con professionisti sanitari nel 47,8% dei casi, nel 54,4% dei casi l’ausilio deve essere modificato dopo la consegna. Inoltre, al 70,6% dei pazienti è capitato almeno una volta che accessori o adattamenti utili non fossero coperti dal Servizio sanitario nazionale.
Dal lato dei professionisti sanitari, il 77,5% ritiene che l’attuale Nomenclatore dell’assistenza protesica previsto dal Dpcm Lea 2017 consenta solo in parte una reale personalizzazione degli ausili. Il 93% segnala incoerenze tra le descrizioni tecniche previste e i dispositivi effettivamente disponibili.
Tra le principali problematiche indicate figurano tariffe non adeguate (61,8%), assenza di dispositivi o componenti oggi utilizzati (60,3%), errori o ambiguità tecniche (41,9%) e presenza di ausili ritenuti obsoleti (31,8%).
Un ulteriore nodo riguarda le procedure di gara per gli ausili definiti “quasi su misura”. Il 78,7% dei professionisti riferisce problemi operativi o clinici. Quasi il 70% ritiene che le gare abbiano avuto un impatto negativo sulla qualità degli ausili forniti.
Tra le riforme prioritarie indicate dagli operatori figurano il superamento delle gare per gli ausili complessi (32,6%), una maggiore uniformità nazionale dei percorsi (32,2%) e l’introduzione di una valutazione multidisciplinare obbligatoria per i casi più complessi (30%).
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