Prevenzione
05 Giugno 2026L'associazione lancia la campagna "1000 Buoni Giorni" e chiede una governance nazionale per ridurre le disuguaglianze nei servizi dedicati a gravidanza, infanzia e sostegno alla genitorialità

Persistono forti differenze territoriali nell'accesso ai servizi dedicati ai primi 1.000 giorni di vita, dal concepimento ai due anni di età. È quanto evidenzia Cittadinanzattiva, che ha presentato in Senato la campagna "1000 Buoni Giorni", un programma di iniziative rivolto a famiglie, istituzioni, professionisti sanitari ed educatori con l'obiettivo di promuovere equità nell'accesso ai servizi per la maternità, l'infanzia e la genitorialità.
Secondo l'associazione, le opportunità di sviluppo dei bambini continuano a essere influenzate dal territorio di nascita, dalle condizioni socioeconomiche delle famiglie e dalla disponibilità di servizi sanitari ed educativi. Tra le principali criticità vengono segnalate le differenze regionali nell'accesso ai consultori, ai servizi educativi per la fascia 0-3 anni, ai percorsi di prevenzione, al supporto alla genitorialità e ai servizi per la salute mentale perinatale.
A supporto di queste osservazioni, Cittadinanzattiva ha condotto un'analisi civica dei Piani regionali della prevenzione, dalla quale emerge una significativa eterogeneità nella programmazione dedicata ai primi 1.000 giorni. L'associazione precisa che la classificazione elaborata riguarda il livello di attenzione riservato al tema nella pianificazione regionale e non misura gli esiti di salute della popolazione.
Secondo l'analisi, Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Piemonte, Basilicata e Umbria adottano modelli caratterizzati da programmi specifici e sistemi di monitoraggio dedicati. Abruzzo, Liguria, Marche e Molise puntano prevalentemente sul ruolo dei consultori e dei percorsi nascita. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Valle d'Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano sviluppano invece modelli integrati tra servizi sanitari, sociali ed educativi. Sardegna, Sicilia, Puglia e Campania adottano un approccio orientato soprattutto all'equità sociale e al sostegno delle famiglie più vulnerabili e delle aree interne.
"La tutela della salute dei più piccoli e il sostegno alle famiglie non possono dipendere dal codice postale o dalle condizioni socio-economiche", ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. L'associazione chiede una governance nazionale stabile sui primi 1.000 giorni, il rafforzamento della rete territoriale dei consultori e una semplificazione delle procedure di accesso ai servizi e ai sostegni economici.
La campagna prevede la realizzazione di laboratori territoriali, percorsi formativi per famiglie e operatori, sportelli di tutela per l'accesso ai servizi, una piattaforma digitale informativa e iniziative di sensibilizzazione sui temi della prevenzione precoce, della salute mentale perinatale e dell'equità territoriale.
Cittadinanzattiva ha inoltre proposto a livello europeo l'adozione di un "EU First 1000 Days Act", con l'obiettivo di definire standard comuni in materia di salute materno-infantile, nutrizione, prevenzione e accesso ai servizi nei Paesi dell'Unione europea.
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