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Malattie croniche

16 Aprile 2026

Malattie croniche, Ocse: aumentano i casi e i costi. La prevenzione è la leva principale

Un report Ocse evidenzia la crescita delle malattie non trasmissibili e il loro impatto su spesa sanitaria ed economia


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Le malattie non trasmissibili continuano a crescere nei Paesi dell’OECD e dell’Unione europea, con un impatto rilevante su salute, sistemi sanitari ed economia. È quanto emerge dal report The Health and Economic Benefits of Tackling Non-Communicable Diseases pubblicato nel 2026. 

Secondo l’analisi, nonostante decenni di politiche sanitarie, la prevalenza di patologie come tumori, malattie cardiovascolari, diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva è aumentata in modo significativo negli ultimi decenni. In particolare, tra il 1990 e il 2023 si registra una crescita rilevante di queste condizioni, con il diabete in forte aumento nella popolazione. 

Tre i principali fattori alla base di questo trend: l’aumento dell’obesità, il progressivo invecchiamento della popolazione e il miglioramento della sopravvivenza, che comporta un numero crescente di persone che vivono più a lungo con patologie croniche. Anche in assenza di variazioni nei fattori di rischio, l’invecchiamento demografico porterà a un ulteriore incremento dei casi nei prossimi anni.

Il peso delle malattie croniche non si limita agli esiti clinici. Secondo il report, queste condizioni incidono in modo significativo sulla qualità della vita, sulla produttività e sulla crescita economica. Nei prossimi 25 anni, le patologie considerate potrebbero rappresentare circa quattro decessi prematuri su dieci nei Paesi Ocse e dell’Unione europea. 

L’impatto economico è rilevante anche in termini di spesa sanitaria e mercato del lavoro. Le malattie croniche contribuiscono a ridurre la partecipazione al lavoro e la produttività, con effetti negativi sul prodotto interno lordo. In assenza di queste patologie, la spesa sanitaria complessiva risulterebbe significativamente inferiore e il Pil più elevato nel medio-lungo periodo. 

Il report sottolinea che gran parte del carico di malattia è prevenibile attraverso interventi sui principali fattori di rischio. Tra questi, l’obesità emerge come la priorità principale, responsabile di una quota rilevante dell’impatto complessivo delle malattie croniche. Altri fattori rilevanti includono il fumo, il consumo dannoso di alcol, l’inattività fisica e una dieta non equilibrata.

L’analisi evidenzia inoltre che gli interventi di prevenzione producono benefici sanitari ed economici superiori rispetto al miglioramento dei soli esiti clinici. Le simulazioni mostrano che la riduzione dei fattori di rischio ha un impatto più ampio sia sulla mortalità sia sulla sostenibilità dei sistemi sanitari rispetto agli interventi focalizzati esclusivamente sulla gestione delle malattie. 

Un ulteriore elemento riguarda la multimorbidità, destinata ad aumentare nei prossimi anni. La presenza di più patologie croniche nello stesso paziente comporta una maggiore complessità assistenziale, un incremento dell’uso di farmaci e un maggiore fabbisogno di coordinamento tra i servizi sanitari, con implicazioni organizzative rilevanti per i sistemi sanitari.

Secondo l’Ocse, le strategie più efficaci si basano su tre direttrici principali: il rafforzamento delle competenze individuali attraverso informazione ed educazione, la creazione di contesti che favoriscano scelte salutari e lo sviluppo di sistemi sanitari orientati alla prevenzione e alla gestione integrata delle patologie croniche. 

Il report evidenzia infine che ogni Paese può ottenere risultati rilevanti concentrando gli interventi su un numero limitato di priorità, in base al proprio profilo di rischio. La definizione di strategie mirate e l’allocazione efficiente delle risorse vengono indicate come elementi centrali per contenere il peso delle malattie croniche e migliorare gli esiti di salute nel lungo periodo.

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