Login con

salute mentale

21 Gennaio 2026

Salute mentale e cervello, il 74% degli italiani ha esperienze di disagio. Il rapporto Censis-Lundbeck

È il quadro che emerge dal Rapporto ‘Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani’, realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia


IMG 6060

Il 74,1% degli italiani ha avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale e quasi uno su due (46,7%) è convinto che il benessere fisico dipenda da quello psicologico. Numeri che raccontano come la salute mentale e quella del cervello siano ormai percepite come dimensioni essenziali della salute. È il quadro che emerge dal Rapporto ‘Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani’, realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentato a Roma. I dati delineano una trasformazione profonda nel modo in cui gli italiani definiscono il concetto di salute, sempre meno limitato all’assenza di malattia e sempre più legato all’equilibrio psicofisico. “I dati presentati evocano responsabilità. Gli investimenti fatti dal Governo per la salute mentale devono essere investiti ma investiti bene, in settori determinati, potenziando il terzo settore, coinvolgendo, oltre che le regioni anche gli enti locali. Bisogna partire dall'infanzia fino all'età adulta e coinvolgere anche le scuole, che è il luogo più frequentato dai giovani, che sembrano essere, come fascia d'età, la parte più positiva”, ha dichiarato a Sanità33 Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione Ministero della Salute, a margine dell’evento.



Oggi il 31,3% della popolazione identifica la salute con il benessere mentale, una quota che sale al 44% tra i giovani, mentre quasi la metà degli intervistati riconosce una relazione di dipendenza diretta tra stato psicologico e salute fisica. Questa nuova consapevolezza si accompagna però a un’esperienza diffusa di disagio. Tre italiani su quattro dichiarano di aver avuto un contatto diretto o indiretto con problemi di salute mentale, e per una quota crescente della popolazione – il 29,4%, che diventa il 41,9% tra i giovani – la propria salute mentale è un pensiero quotidiano o frequente. Un dato che riflette l’impatto duraturo della pandemia e che trova conferma anche nelle rilevazioni Istat, secondo cui aumenta la percentuale di giovani che dichiarano forme di disagio psicologico grave. Nonostante questa centralità, il Rapporto evidenzia come permanga una distinzione culturale tra salute mentale e salute del cervello. Il 62,8% degli italiani tende infatti a separare le malattie neurologiche e del neurosviluppo dai disturbi psichiatrici, con una scarsa consapevolezza delle sovrapposizioni e dell’interdipendenza tra mente e cervello. Una separazione che contribuisce a mantenere in vita lo stigma, soprattutto nei confronti delle patologie psichiatriche, ancora associate a vergogna e discriminazione da oltre due terzi degli intervistati.

“Gli italiani appaiono largamente consapevoli della necessità di intervenire precocemente per promuovere il benessere mentale e per evitare che le forme lievi di disagio possano degenerare» ha detto Ketty Vaccaro, Responsabile Ricerca biomedica e Salute Censis. “I fattori che ritengono più importanti per promuovere la salute mentale e del cervello superano la tradizionale dicotomia ed appaiono trasversali, coniugando gli aspetti individuali, come stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%) e equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%), a quelli più legati ai determinanti sociali ed ambientali, come un ambiente di vita socialmente non degradato (28,3%). Di natura trasversale sono anche le azioni di prevenzione ritenute più efficaci, in cui si enfatizza proprio la dimensione sociale e la necessità di agire nei confronti di tutta la popolazione su fronti molteplici e nei luoghi della quotidianità, dalla scuola all’ambiente di lavoro”. “Abbiamo promosso questa indagine perché crediamo che una puntuale comprensione culturale del tema possa rappresentare la base per una risposta efficace sia sul piano sanitario che su quello sociale” ha detto Tiziana Mele, Amministratore Delegato Lundbeck Italia. “Da oltre settant’anni il nostro impegno è dedicato esclusivamente alle neuroscienze, con l’obiettivo di contribuire a una visione più ampia e integrata della salute. La scienza ci mostra come mente e cervello siano dimensioni inscindibili di un’unica salute: riconoscerlo significa favorire la prevenzione precoce, contrastare lo stigma e sostenere politiche sanitarie più efficaci e realmente centrate sulla persona lungo tutto l’arco della vita”.

 

Anna Capasso

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

21/01/2026

Con la Legge di Bilancio 2026 è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare il riconoscimento della logistica farmaceutica come attività strategica di interesse nazionale

21/01/2026

In audizione alla XII Commissione Affari sociali della Camera, il presidente Diego Catania interviene sul disegno di legge delega con proposte su formazione, Ordini ed equo compenso

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top