Oncologia
01 Ottobre 2025È questo il messaggio emerso nel convegno “Cure oncologiche e Cure Palliative Simultanee – Cura e ricerca centrate sul paziente al tempo dell’oncologia di precisione”
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Le cure palliative non devono essere considerate soltanto come supporto nella fase terminale della malattia, ma possono accompagnare il paziente anche durante i trattamenti attivi, contribuendo a migliorare la qualità della vita. È questo il messaggio emerso nel convegno “Cure oncologiche e Cure Palliative Simultanee – Cura e ricerca centrate sul paziente al tempo dell’oncologia di precisione”, svoltosi presso l’Aula Magna della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con il supporto di Fondazione Roche.
Secondo Augusto Caraceni, professore di Medicina Palliativa presso l’Università degli Studi di Milano e direttore di SC Cure Palliative Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ne ha scritto sul Corriere della Sera a margine dell’evento, le cure palliative sono una disciplina della medicina che deve integrarsi con i trattamenti oncologici sin dalle prime fasi della malattia. “È comune pensare che siano sinonimo di rinuncia alle terapie attive e che riguardino solo gli ultimi giorni di vita – ha spiegato – ma in realtà devono accompagnare i pazienti anche durante i trattamenti, offrendo supporto fisico, psicologico e sociale”.
L’integrazione tra cure oncologiche e cure palliative è resa oggi più urgente dalla disponibilità di nuove terapie sempre più complesse, che richiedono un approccio multidisciplinare. Le équipe specialistiche palliative, ha ricordato Caraceni, lavorano insieme agli oncologi e ad altre figure sanitarie per gestire i bisogni dei pazienti, non soltanto sul piano clinico ma anche in relazione alle conseguenze psicologiche e sociali della malattia.
Un ulteriore elemento centrale è rappresentato dalla medicina di precisione, che, per essere realmente efficace, deve tenere conto non solo delle caratteristiche biologiche del tumore ma anche dei bisogni del malato. “Per rendere pienamente il paziente soggetto, e non solo oggetto, di cura – ha aggiunto Caraceni – occorre che le cure palliative siano parte integrante del percorso terapeutico”.
Durante l’incontro sono state ribadite le competenze delle équipe palliative, che includono medici, infermieri, psicologi e assistenti sociali, con l’obiettivo di garantire continuità e qualità di vita ai pazienti lungo tutto il percorso della malattia oncologica.
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