vaccini
17 Luglio 2025In Italia mancano ancora strumenti strutturali fondamentali per contrastare la diffusione delle malattie infettive prevenibili e l’antimicrobico-resistenza. È quanto emerso nel corso del convegno Antimicrobico-resistenza e vaccini

In Italia mancano ancora strumenti strutturali fondamentali per contrastare la diffusione delle malattie infettive prevenibili e l’antimicrobico-resistenza. È quanto emerso nel corso del convegno Antimicrobico-resistenza e vaccini, ospitato alla Biblioteca Spadolini del Senato, dove infettivologi e microbiologi hanno sottolineato l’urgenza di una strategia integrata tra prevenzione vaccinale e uso mirato degli antibiotici.
«Non esiste ancora un’anagrafe vaccinale nazionale consultabile da cittadini e medici in modo centralizzato – ha osservato Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene generale e applicata all’Università degli studi di Milano –. Le singole Regioni e le Asl gestiscono archivi separati: servirebbe un sistema che li renda interoperabili».
Nel 2024 in Italia si sono già registrati 1.045 casi di morbillo, a fronte dei 44 casi segnalati nel 2023. Lo ha ricordato Massimo Andreoni, ordinario di Malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata, sottolineando che «di morbillo si continua a morire, come dimostra il recente caso a Liverpool». Andreoni ha inoltre ricordato che in autunno tre neonati sono morti di pertosse, mentre in Europa si sono registrati nuovi casi di difterite.
«I vaccini non proteggono solo l’individuo, ma anche la collettività – ha aggiunto Andreoni –. Impediscono la diffusione di batteri pericolosi come lo pneumococco, agente di gravi polmoniti e potenziale generatore di ceppi resistenti».
Il tema della resistenza antimicrobica è stato affrontato anche da Matteo Bassetti, direttore dell’UOC Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova: «Le infezioni da germi resistenti costano in Italia più del doppio rispetto alla media europea: 58 euro per cittadino, contro 22 euro della media UE. Il problema non è solo l’uso dell’antibiotico, ma la sua appropriatezza: bisogna prescrivere l’antibiotico giusto, anche sul territorio, dove ancora oggi si registra un elevato numero di prescrizioni inadeguate».
Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi antibiotici mirati contro le infezioni da batteri resistenti, detti “reserve”. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) li ha recentemente inseriti nel fondo per i farmaci innovativi, consentendo alle Regioni di accedere a risorse dedicate per l’acquisto di terapie salvavita particolarmente costose.
«È un segnale importante di consapevolezza – ha commentato Stefano Vella, professore di ricerca clinica all’Università di Roma Tor Vergata –. Tuttavia, questi antibiotici devono restare un’ultima risorsa. È necessario ridurre la circolazione dei batteri attraverso la prevenzione vaccinale e diagnosi microbiologiche più accurate, in grado di identificare per ogni infezione l’antimicrobico più efficace».
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