Immunologia
25 Settembre 2026Nel 2024 la quota di domanda coperta dal conto lavorazione del plasma è stata inferiore alla media nazionale del 59%. Regione Lazio: garantire le terapie essenziali e valutare alternative appropriate

Nel Lazio l'autosufficienza effettiva per le immunoglobuline umane normali si è fermata nel 2024 al 41%, rispetto al 59% registrato a livello nazionale. Il dato indica la quota della domanda complessiva coperta dalla fornitura derivante dal conto lavorazione del plasma e comporta, secondo gli esperti intervenuti a un incontro istituzionale a Roma, una maggiore dipendenza dagli acquisti sul mercato.
Il tema è stato affrontato nell'ambito di un progetto dedicato all'uso responsabile delle immunoglobuline, articolato in tre incontri regionali e destinato a confluire in un Policy Paper e in un evento nazionale entro la fine del 2026. L'iniziativa è stata ideata da Cencora con Cittadinanzattiva e realizzata con il contributo non condizionante di argenx. L'appuntamento romano ha ricevuto, tra gli altri, il patrocinio della Regione Lazio e del Consiglio regionale.
Le immunoglobuline sono utilizzate nelle immunodeficienze e in diverse patologie neurologiche e autoimmuni. Tra il 2014 e il 2023, secondo i dati riportati nel comunicato, la domanda di medicinali plasmaderivati è aumentata di circa il 57%, con una crescita media annua del 5%.
«L'obiettivo di Regione Lazio è garantire l'accesso alle terapie nei casi in cui risultano indispensabili, favorendo al contempo il ricorso ad alternative terapeutiche laddove disponibili e clinicamente appropriate», ha dichiarato Fabio De Lillo, responsabile Coordinamento Attività Strategiche Spesa Farmaceutica della Regione Lazio.
Il dato regionale sull'autosufficienza non indica che il restante fabbisogno sia rimasto insoddisfatto. «Evidenzia una maggiore dipendenza dagli acquisti sul mercato e, conseguentemente, una maggiore esposizione alle possibili tensioni di disponibilità», ha precisato Roberto Poscia, direttore del Centro Interdipartimentale Malattie Rare dell'AOU Policlinico Umberto I di Roma e referente del Coordinamento regionale. Tra le azioni indicate figurano il rafforzamento della programmazione dei fabbisogni, il monitoraggio dei consumi e l'appropriatezza prescrittiva.
Un'attenzione specifica è stata dedicata alla polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP), tra le indicazioni neurologiche per l'impiego delle immunoglobuline. Girolama A. Marfia, docente di Neurologia all'Università di Roma Tor Vergata, ha sottolineato che eventuali problemi nella continuità terapeutica possono avere conseguenze cliniche sia nelle immunodeficienze sia nelle patologie neurologiche immunomediate, con rischio di riacutizzazioni e perdita funzionale.
A livello nazionale, l'autosufficienza effettiva indicata è del 59%, con il restante fabbisogno coperto attraverso immunoglobuline commerciali. Secondo i dati riportati nel comunicato, in Europa la domanda potrebbe inoltre aumentare del 37% entro il 2028. Il confronto ha quindi indicato come direttrici di intervento l'aumento della disponibilità, una migliore programmazione e, quando clinicamente appropriato, il ricorso ad alternative terapeutiche per preservare le immunoglobuline nelle condizioni in cui risultano essenziali e non sostituibili.
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