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29 Luglio 2026L'intesa punta a ridurre i tempi di avvio degli studi, attrarre investimenti e accelerare l'accesso dei pazienti alle terapie innovative

Rendere la Regione Lazio un territorio sempre più attrattivo per la ricerca clinica, semplificare l'avvio degli studi e favorire un accesso più rapido dei pazienti alle terapie innovative. Sono gli obiettivi del Protocollo d'intesa siglato dalla Regione Lazio con Farmindustria e Unindustria Lazio, un accordo triennale che punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, Servizio sanitario regionale, università, Irccs, industria farmaceutica e associazioni dei pazienti. L'intesa prevede azioni per migliorare l'efficienza dei processi di sperimentazione clinica, promuovere la formazione degli operatori e sostenere l'impiego di strumenti come la Real World Evidence e l'Health Technology Assessment (HTA), anche attraverso un più agevole utilizzo dei dati sanitari per finalità di ricerca nel rispetto della normativa sulla privacy.
"Con questo Protocollo puntiamo a rendere più efficiente e coordinato il sistema della ricerca clinica nel Lazio", ha dichiarato il presidente della Regione, Francesco Rocca. Tra le priorità indicate figurano la semplificazione delle procedure, la riduzione dei tempi necessari per l'attivazione degli studi e il rafforzamento del coordinamento tra Regione, aziende sanitarie, Irccs, università, comitati etici e imprese. Per raggiungere questi obiettivi, la Regione istituirà un Comitato tecnico regionale per la promozione e lo sviluppo della sperimentazione clinica, con il compito di definire priorità condivise, proporre interventi di semplificazione e monitorare i risultati. Parallelamente sarà realizzata una rete regionale dei Clinical Trials Center, destinata a collegare ospedali, Irccs, aziende sanitarie, università e comitati etici, favorendo anche il coinvolgimento dei pazienti nelle sperimentazioni. Il protocollo introduce inoltre un sistema di monitoraggio basato su indicatori misurabili, tra cui il numero di studi clinici attivati, i tempi medi di autorizzazione, i pazienti arruolati, gli studi profit e no profit, le attività formative svolte e l'impatto scientifico e assistenziale delle iniziative.
"Dove si fa ricerca si cura meglio", ha commentato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, secondo cui l'accordo rappresenta "un passo concreto" per valorizzare le competenze scientifiche e industriali del Lazio in una fase di forte competizione internazionale. Per Cattani, semplificare i processi e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato consentirà di accelerare lo sviluppo delle terapie innovative e il loro accesso da parte dei pazienti. Sulla stessa linea il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, che ha definito il protocollo "un ulteriore passo avanti" per consolidare uno degli ecosistemi delle Scienze della vita più competitivi del Paese. L'obiettivo, ha spiegato, è tradurre l'intesa in azioni concrete capaci di rafforzare l'attrattività del territorio, favorire nuovi investimenti in ricerca e innovazione e consolidare il ruolo del Lazio come polo di riferimento a livello nazionale ed europeo.
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