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29 Gennaio 2026Più risorse alle Regioni, rafforzamento del personale e criteri che premiano i territori più fragili. Gemmato: “Con la manovra 2026 arriveremo a 143 miliardi”

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha approvato il riparto tra Regioni e Province autonome delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2025. Il finanziamento complessivo ammonta a 136,5 miliardi di euro, oltre 2 miliardi e mezzo in più rispetto al 2024. I dati sono stati illustrati a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e dal sottosegretario di Stato con delega al Cipess Alessandro Morelli, al termine della riunione del Comitato.
“Il 2025 conferma il significativo aumento delle risorse per il Servizio sanitario nazionale avviato dal Governo Meloni, con un finanziamento complessivo di oltre 136,5 miliardi di euro”, ha dichiarato Gemmato. Uno sguardo già rivolto al futuro: “Con la Legge di Bilancio 2026 ci siamo ulteriormente superati, perché arriveremo a 143 miliardi di euro”. Per il sottosegretario si tratta della “conferma della volontà politica di consolidare e rilanciare la sanità pubblica come pilastro di coesione sociale e di tutela del diritto alla salute”, resa possibile da “un Governo stabile e di mandato, capace di programmare risorse e interventi con una visione di lungo periodo”.
Per il terzo anno consecutivo vengono applicati i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, approvati nel dicembre 2022 dopo l’intesa con le Regioni. I parametri aggiornati tengono conto del tasso di mortalità sotto i 75 anni e del cosiddetto coefficiente di deprivazione, che considera povertà relativa, livelli di scolarizzazione e disoccupazione. Nel solo 2025 questi criteri determinano un aumento complessivo di circa 229 milioni di euro a favore del Mezzogiorno, portando a 680 milioni le risorse aggiuntive destinate alle Regioni del Sud nel triennio 2023-2025.
Un’ulteriore novità riguarda la quota premiale del Fondo, pari allo 0,25% del finanziamento complessivo (circa 340 milioni di euro). Grazie a un accordo politico raggiunto a novembre, il riparto tiene ora conto anche dell’indice di densità abitativa e dell’estensione territoriale, assegnando maggiori risorse a territori con criticità strutturali come Abruzzo, Basilicata, Molise e Calabria. “Con questo sistema – ha spiegato Morelli – si dimostra una grande attenzione verso i cittadini, convogliando più risorse dove ce n’è maggiore bisogno”.
Una parte rilevante del Fondo sanitario 2025 è destinata alla valorizzazione del personale sanitario. Nel dettaglio, sono previsti 500 milioni di euro per l’incremento dell’indennità di esclusività della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria; 370 milioni per l’aumento dell’indennità di specificità infermieristica; 340 milioni per l’indennità di pronto soccorso per dirigenti medici e personale del comparto sanità; 50 milioni per l’indennità di specificità medico-veterinaria. A queste risorse si aggiungono oltre 423 milioni di euro per l’aumento delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive, finalizzate al recupero delle liste d’attesa.
Nel corso della stessa seduta, il Cipess ha inoltre deliberato la ripartizione dei 25,3 milioni di euro destinati alla proroga della sperimentazione della farmacia dei servizi. Una misura che la Legge di Bilancio 2026 ha reso strutturale, con un finanziamento annuo di 50 milioni di euro. “È un segnale di stabilità e di programmazione – ha sottolineato Gemmato – perché rende finalmente permanente un presidio di assistenza territoriale fondamentale per i cittadini, facilitando l’accesso alle cure e alle prestazioni di bassa complessità”.
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