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Spesa sanitaria

13 Ottobre 2025

Spesa sanitaria, Corte dei conti: cresce il disavanzo sanitario regionale

Secondo l’ultimo Quaderno della Corte dei conti, il deficit delle Regioni per la spesa sanitaria è triplicato rispetto al 2023. Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte i territori più colpiti


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Il disavanzo sanitario delle Regioni italiane ha raggiunto nel 2024 quota 1,513 miliardi di euro, triplicando rispetto all’anno precedente. Lo rileva il nuovo Quaderno della Corte dei conti, pubblicato nell’ambito del Rapporto di coordinamento della finanza pubblica e dedicato alla sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale.

Il documento, intitolato “Sanità in cammino per il cambiamento”, evidenzia come la spesa sanitaria effettiva continui a crescere più rapidamente rispetto alle risorse disponibili, generando un divario sempre più ampio tra costi e finanziamenti. La Corte sottolinea che il deficit sanitario rappresenta oggi uno degli indicatori più sensibili del rischio di instabilità del sistema, aggravato dalle difficoltà nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e nella gestione del personale.

La mappa del disavanzo mostra forti differenze territoriali. Le perdite maggiori si concentrano nelle Regioni del Centro-Nord, dove i conti sono peggiorati nonostante la qualità dei servizi resti elevata. In particolare, il deficit più consistente è registrato in Toscana (-267,2 milioni, +47,6% rispetto al 2023), seguita da Emilia-Romagna (-194,2 milioni) e Piemonte (-180,6 milioni, +63,9%). Tra le Regioni a statuto speciale, la situazione più critica riguarda la Sardegna, con un disavanzo di 365,4 milioni (+39,6%). Lombardia e Veneto risultano invece ancora in equilibrio.

La Corte segnala inoltre che i meccanismi di contenimento della spesa, come i tetti per farmaci e dispositivi medici e il payback, non hanno prodotto risultati finanziari significativi, generando piuttosto contenziosi e incertezze giuridiche.

Secondo i magistrati contabili, il 2025 dovrà segnare “un anno decisivo” per ridefinire il piano sanitario nazionale e rafforzare la programmazione strutturale, con particolare attenzione alla cronicità e alla salute mentale.

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