Ematologia
23 Luglio 2025Rivedere la governance dell’accesso alle terapie, accelerare diagnosi e presa in carico, integrare le reti, valorizzare il territorio. Sono le direttrici emerse dall’incontro “Ematologia in Regione Lombardia – Strategie regionali per l’innovazione”

Rivedere la governance dell’accesso alle terapie, accelerare diagnosi e presa in carico, integrare le reti, valorizzare il territorio. Sono le direttrici emerse dall’incontro “Ematologia in Regione Lombardia – Strategie regionali per l’innovazione”, promosso da Johnson & Johnson e ospitato presso la Giunta regionale. Obiettivo: definire azioni concrete per affrontare le nuove sfide legate alla gestione delle patologie ematologiche, alla luce dell’evoluzione delle terapie disponibili.
A confrontarsi, istituzioni regionali, clinici, esperti e associazioni di pazienti. Dal dibattito è emersa l’esigenza di una riorganizzazione del sistema sanitario regionale, in grado di garantire uniformità di accesso e sostenibilità nella gestione delle malattie del sangue, a partire dal mieloma multiplo, seconda forma più diffusa tra i tumori ematologici e in costante crescita in termini di incidenza e sopravvivenza.
Tra le proposte condivise: una nuova governance dell’innovazione terapeutica basata sulla verifica degli esiti, una revisione dei modelli gestionali per adeguarli ai nuovi trattamenti, rafforzamento del personale amministrativo per liberare tempo clinico agli specialisti, un maggior coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei tavoli decisionali e la sperimentazione di un modello pilota centrato sulla territorializzazione delle cure e il potenziamento delle Case di comunità.
“La sfida oggi è garantire equità, sostenibilità e adeguatezza – ha sottolineato Marco Alparone, vicepresidente della Regione Lombardia –. Il valore delle cure va assicurato in modo omogeneo su tutto il territorio regionale”.
Per Francesco Passamonti, direttore di Ematologia al Policlinico di Milano, è necessario “favorire un’organizzazione flessibile e orientata al territorio, con modelli come quello Hub & Spoke che possano ottimizzare le risorse e migliorare l’accesso precoce alla diagnosi”. Un supporto importante, ha aggiunto, può arrivare dalle Case di comunità, “a condizione che vi siano competenze specialistiche adeguate”.
Anche per Roberto Cairoli (Niguarda Milano) serve “una vera integrazione della rete ematologica regionale, con strumenti comuni di monitoraggio, accesso e appropriatezza. Il coinvolgimento dei professionisti e dei pazienti nei tavoli programmatici è essenziale per costruire soluzioni operative condivise”.
Secondo Davide Petruzzelli, presidente de La Lampada di Aladino Ets, occorre “istituzionalizzare la partecipazione delle associazioni anche in ematologia, come già avviene in oncologia, per garantire una presa in carico realmente globale, soprattutto per i pazienti più fragili”.
Infine, Monica Gibellini, direttore Government Affairs & Patient Engagement di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, ha ribadito l’impegno dell’azienda “non solo nella ricerca, ma anche nella costruzione di modelli gestionali in grado di tradurre l’innovazione in accesso tempestivo ed equo per i pazienti”.
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