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Rapporto Crea Sanità

02 Luglio 2025

Performance sanitarie regionali, nessuna Regione sfiora i livelli ottimali. Il Rapporto Crea

L’analisi, fondata su un indice composito costruito con il contributo di 107 stakeholder del Servizio sanitario nazionale, fotografa un sistema in miglioramento ma ancora lontano dai livelli attesi


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Il C.R.E.A. Sanità dell’Università di Roma “Tor Vergata” ha presentato oggi il XIII Rapporto sulle performance regionali in ambito socio-sanitario. L’analisi, fondata su un indice composito costruito con il contributo di 107 stakeholder del Servizio sanitario nazionale, fotografa un sistema in miglioramento ma ancora lontano dai livelli attesi. Il Veneto si conferma al primo posto, con una performance pari al 55% del massimo teorico raggiungibile, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (50%) e dalla Provincia autonoma di Bolzano (48%). In coda, la Calabria (23%).

Per la prima volta, il rapporto include anche un’indagine nazionale sulla soddisfazione dei cittadini, rilevata attraverso i PREMs (Patient Reported Experience Measures). Il Trentino-Alto Adige guida anche questa graduatoria con un punteggio medio di 8,1 su 10. Le regioni con i giudizi più bassi sono Puglia e Basilicata, entrambe ferme a 6,5. La media nazionale si attesta a 6,8. La correlazione tra performance e gradimento è elevata per i servizi ospedalieri (0,79) e ambulatoriali (0,80), più debole per sociale e non autosufficienza (0,55).

Lo studio considera anche la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL), misurata in QALY. Anche in questo caso il Trentino-Alto Adige si colloca al vertice (0,938), mentre l’Umbria registra il valore più basso (0,840). Tuttavia, il legame tra qualità della vita e performance è meno diretto (correlazione 0,48), a indicare l’influenza di fattori socio-culturali e ambientali.

Dal 2019 al 2024, l’indice medio nazionale è cresciuto dal 35% al 38%. Il miglioramento ha riguardato in particolare le regioni del Mezzogiorno: la Campania ha registrato l’incremento più significativo, seguita da Abruzzo e Molise. Restano tuttavia ampie differenze territoriali, anche se si osserva un trend di riduzione del divario tra Nord e Sud.

Le dimensioni che contribuiscono maggiormente all’indice sono: appropriatezza ed esiti (entrambe al 24,3%), equità (15,2%), sociale (12,8%), innovazione (12,2%) ed economico-finanziaria (11,2%). Rispetto all’edizione precedente, cresce il peso di equità ed esiti, mentre si riduce quello del sociale.

Il rapporto analizza infine la sostenibilità del sistema sanitario regionale nel medio periodo: solo nove Regioni, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo e la P.A. di Trento, superano il test di resilienza.

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