Medicina
03 Ottobre 2022 In Italia i pazienti colpiti da cancro non possono accedere in maniera uniforme sul territorio a prestazioni che sono parte integrante della lotta contro la malattia: dalla profilazione genomica, alla riabilitazione, al recupero funzionale, alle nuove tecniche chirurgiche e radiologiche. I LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, sono “fermi” al 2001: parla il prof. Paolo Marchetti
In Italia i pazienti colpiti da cancro non possono accedere in maniera uniforme sul territorio a prestazioni che sono parte integrante della lotta contro la malattia: dalla profilazione genomica, alla riabilitazione, al recupero funzionale, alle nuove tecniche chirurgiche e radiologiche. I LEA, cioè i Livelli Essenziali di Assistenza, sono “fermi” al 2001, quando questi nuovi strumenti diagnostico-terapeutici non esistevano e, quindi, non potevano essere erogati e rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Oggi la scienza ha compiuto importanti progressi, la sopravvivenza a 5 anni supera il 60%, ma per i pazienti oncologici di alcune Regioni sembra che tutto si sia fermato al 2001.
“I LEA sono stati aggiornati nel 2017 ma, per la loro effettiva entrata in vigore, è necessaria l’approvazione del Decreto sul nuovo Nomenclatore nazionale della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, più volte rinviato per verifiche tecniche al Ministero della Salute da parte della Conferenza Stato-Regioni – afferma il Prof. Paolo Marchetti, Direttore Scientifico IDI di Roma, Ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata -. In questi anni le Regioni non sottoposte a procedura di piano di rientro hanno erogato prestazioni extra LEA in maniera autonoma e non coordinata tra loro, possibilità invece preclusa a quelle in piano di rientro. E nelle prestazioni extra LEA rientrano proprio i più importanti strumenti della lotta contro il cancro degli ultimi anni, ma i pazienti di alcune Regioni non possono accedervi. Le discrepanze territoriali nascono da questa condizione”.
I vecchi tariffari sono fermi al 1996 per la specialistica e al 1999 per la protesica. “Il nuovo Nomenclatore amplia il numero delle prestazioni tariffate e, quindi, rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale: da 1.702 della versione del 1996 a 2.108, tenendo conto delle proposte formulate nell’ultimo decennio da Regioni, Società scientifiche ed Enti che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale – continua il Prof. Marchetti -. Il Documento è caratterizzato da elementi di forte innovazione, perché comprende prestazioni tecnologicamente avanzate escludendone altre ormai obsolete. L’approvazione del nuovo Nomenclatore rappresenterebbe una svolta per garantire tutte le prestazioni in modo uniforme sul territorio. Purtroppo, lo scorso 28 settembre, la Conferenza Stato-Regioni ha rinviato ancora una volta l’esame del Decreto sul nuovo Nomenclatore, senza stabilire un termine per fornire le informazioni richieste di impatto economico. Con il risultato che l’aggiornamento dei LEA resta bloccato. Una situazione molto grave per i nostri pazienti”.
“Nel provvedimento del 2017 sui nuovi LEA era stata prevista una copertura forfettaria di 380 milioni di euro l’anno per fare fronte ai costi aggiuntivi delle prestazioni più aggiornate, una cifra che dal 2017 a oggi ha superato i 2 miliardi di euro, regolarmente messi a disposizione delle Regioni, senza alcuna informazione sulla loro utilizzazione – conclude il Prof. Marchetti -. Ci auguriamo che possano essere superate quanto prima le posizioni di disuguaglianza regionale, che creano un profondo disagio nei pazienti e nelle loro famiglie, con un ulteriore danno per quelle Regioni che si trovano costrette a rimborsare prestazioni che non possono erogare a favore di quelle che hanno già tariffato le prestazioni extra-LEA”.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
27/08/2026
Si aggirerebbe attorno ai cinque miliardi la richiesta del ministero della Salute per la prossima legge di Bilancio. Prioritari i fondi per sostenere le Case di comunità
27/08/2026
Morto a 59 anni Domenico Zuccarella, malato di sclerosi multipla da 17 anni. È il primo caso in cui la Regione ha organizzato l’intera fase attuativa della procedura, dopo 290 giorni di attesa
26/08/2026
L'ICG approva il rilascio di 70.000 dosi di vaccino Ervebo per la Repubblica Democratica del Congo. Al via un trial di Fase 3 contro il virus Bundibugyo
26/08/2026
Uno studio dimostra che la diagnosi in urgenza di patologie croniche aumenta la mortalità a un anno
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)