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30 Novembre 2022"Abbiamo un'eccellenza sanitaria ma per mantenerla occorre una certezza: il Fondo sanitario deve essere ancora al Pil". A dirlo Paolo Petralia, vicepresidente vicario di Fiaso nella giornata di Grandi Ospedali
"I Grandi Ospedali assorbono circa un quarto sia dei costi del sistema sanitario nazionale che del personale. Nelle grandi realtà viene concentrata quindi la casistica e il valore dei professionisti, è qui che risiede un grande patrimonio di competenze e capacità, che dobbiamo diffondere anche ad altre realtà per fare insieme ricerca, formazione e percorsi di filiera assistenziale con i professionisti in movimento. Le risorse sono necessarie, sia come soldi che come persone. Le aziende sanitarie sono le prime per laureati nel Paese, ma abbiamo problemi di reclutamento e di vocazioni: i posti nei corsi di laurea e di specializzazione nel settore vanno ancora in parte deserti, dobbiamo quindi muoverci anche verso una riforma culturale. Al tempo stesso servono fondi, ma abbiamo ancora costi importanti tra Covid ed energia.
Serve efficientare e rendere il sistema più sostenibile. Fiaso ha proposto che l'8% del Pil vada alla sanità, perché l'Italia è tra i Paesi europei quella che ha meno risorse in proporzione al Pil. Abbiamo un'eccellenza sanitaria ma per mantenerla occorre una certezza: il Fondo sanitario deve essere ancora al Pil". A dirlo Paolo Petralia, vicepresidente vicario di Fiaso nella giornata di chiusura, della prima edizione dell'evento Grandi Ospedali, promosso dall'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi a Firenze. Un'iniziativa che ha riunito eccellenze private e pubbliche della sanità, esponenti istituzionali e professionisti di diversi settori medici e dell'assistenza.
L'evento è organizzato da Koncept, azienda specializzata nella gestione di eventi in ambito della salute. Numerosi gli argomenti trattati, tra laboratori e dibattiti: dalla sostenibilità degli ospedali fino alle nuove frontiere di cura.
Presente anche Alessandra Petrucci, rettrice dell'Università degli Studi di Firenze: "La ricerca è il punto chiave e su cui serve investire per l'innovazione medica. È fondamentale anche il ruolo delle aziende universitarie ospedaliere che possono riportare la ricerca nella dimensione dell'applicazione. Bisogna puntare non ad avere ospedali grandi ma a grandi ospedali. E per questo risultato serve fare rete, la quale permette di affrontare problemi complessi. I Grandi Ospedali sono punti fermi che possono irradiare nel territorio l'innovazione per arrivare a tutta la popolazione. Fare rete fortifica il sistema, non ci possiamo più permettere di lavorare singolarmente".
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